non ne esci hai detto non ne esco
non ne esco da queste sentenze storte
da questo lacrimoso senso di fallimento
io sono più forte di questi inciampi pietre sassi massi lapidari non sono sotto di tre ottave sono più in alto del tuo tenore
lo conosco bene il suo fischio steccato nell’aria fredda
fa raggelare e squagliare assieme
io non cerco battute semplici non voglio misericordie non ho bisogno di dimostrazioni euclidee
sono al di là degli schemi che mi vogliono intrappolare certo il dolore è un compagno che mi lascia a volte respirare e respiro quando lo ignoro volutamente, tu mi hai visto pattinare sul ghiaccio sottile prossimo allo schianto ma quanto andavo veloce non puoi paragonarti ho un vulcano nel petto che bolle sangue raffermo il tuo pane
non ho bisogno di rassicurazioni smielate
e non c’è rabbia che si asciughi al sole pallido
non c’è musica che giri all’ incontrario, non ci sono scheletri nel mio passato
c’è tutto un futuro luminoso di luce shekinah c’è abbondanza di parole di passi camminati di dita scrocchiate di occhiali lucidati c’è abbondanza di ossimori stupidi di errori ortografici di ritmi spezzati non sai quanta speranza riposta c’è luce c’è luce nel mio spazio che par vuoto ma è pieno colmo zeppo zuppo di sorrisi improvvisi come spari nella notte.

Daniela Del Core@2026