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Africa e dintorni (sognando la Norvegia)

(2018 A.D. dal Regno delle due Sicilie)

Dovevamo votare qualcuno di diverso

anche un alieno avremmo votato

(col mitra in spalla)

o Stenka Razin dalla Russia del ‘600

non è stata protesta e neppure perfidia

ci prudeva la pelle diagnostica la dignità

(a mantenere lo status quo per cent’anni)

non vi erano rimedi farmaceutici,

avevamo questa cosa conficcata nella coscienza

le occupazioni promesse sventolate in cambio di voti

(dalle colonie penali del Sud ti scrivo)

c’è un luogo comune legato alla saggezza

ma non tutti i vecchi sono Seneca

e non scrivono lettere dall’aldilà,

(i presìdi pre-insurrezionali da calmierare)

avremmo votato con profusione di like

senza senso civico alcuno

a inviare mail piene d’amore

(non siamo mai stati tanto attaccati alla vita)

.

 

Daniela Del Core@2018

 

 

 

 

 

 

 

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In assenza di elogio funebre (dall’Odio mio per il Giornalismo tuo – atto secondo)

Che tu sia nato bianco o emigrato nero

in Italia

non si trovano le parole precise

prossime le elezioni

atte a descrivere la condizione di un individuo

che commetta assassinio

deliberato.

Della vittima

nessun femminicidio da rivendicare,

solo panni sporchi lavati in piazza

sopraggiunta la storia di droga,

si lava le mani l’ultimo Pilato.

 

Daniela Del Core@2018.

 

 

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Sacrifici vegetali.

Devo averla contratta anch’io

lo sospettava la dottoressa

per colpa della xylella

che m’infastidisce il cervello

mi prosciuga i capelli come rami

le braccia e le mani che germogliano

e inaridiscono.

Ho un’infezione pericolosa che

fa piangere gli agricoltori,

divisi gli scienziati

confusi gli amministratori.

Ho il disseccamento rapido

delle arterie

non c’è ossigeno che scorra

bisognava potarmi ogni anno

spuntarmi i pensieri

cavarmi i denti rancidi dalla bocca,

avrei pianto per un giorno

mi sarei risollevata

con tutta quell’erba attorno

dovevano ararmi

avere più cura

del territorio

della mia testa della mia casa.

Sono come questo ulivo

bicentenario

sradicato da terra.

Mi trasformo e brucio

in un sacrificio vano

dovuto o

dibattuto.

A morte a morte a morte.

 

di Daniela Del Core da Le gazze disattente, Secop edizioni 2016.

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