dai Maestri

Gli alieni di C.Bukowsky

– foto dal web

In ogni caso non dovrebbe apparire che uno abbia fatto troppo conto di sé. B.Brecht.

Un’altra poesia che mi ha sempre fatto piangere e stridere come per l’odore dei parrucchieri (diceva Neruda) è The aliens di Bukowsky, che potete leggere di seguito, dopo la breve perifrasi.

Ora però non posso spiegarvi il perché e nemmeno il motivo per cui accompagno il tutto con un verso poetico di Brecht, che a mio parere fa da sfondo all’intero blog sopravvivente. Forse in un altro articolo con più calma e riconoscenza al pubblico silente.

Però ricordo il parere di un piccolo editore che mi disse che non avrei dovuto mai abusare di citazioni o avrei dato l’impressione di avere poche “idee mie” e di appoggiarmi troppo su quelle degli altri. Ci stetti male a lungo, forse troppo. Perché non credo davvero che tutte le parole che pronunciamo o verghiamo su carta come bozze sacre di progetti in fieri siano vergini e sterili, senza rimandi o germinazioni antichissime. Quando a volte leggo i lamenti di un altro poeta, soprattutto contemporaneo, penso sempre che quella lagna avrebbe potuto benissimo scriverla qualche d’un altro, come me, a caso, per sbaglio ma non troppo.

Con i classici non ho mai avuto alcuna certezza o presunzione, come quando osservi la lapide di marmo e non sai mai se guardare al cielo o restare con lo sguardo fisso a terra.

Gli alieni

Puoi pure non crederci
ma c’è della gente
che attraversa la vita con
molto poco attrito 
o angoscia.
Vestono bene, mangiano
bene, dormono bene.
sono soddisfatti della
loro vita
familiare.
Hanno momenti di
dolore
ma tutto sommato
nessuno li disturba
e spesso stanno
decisamente bene.
E quando muoiono
è una morte
facile, solitamente nel
sonno.
Puoi pure non crederci
ma la gente così
esiste.
Anche se io non sono uno di
loro.
Eh no, io non sono uno
di loro.
Non ci vado nemmeno vicino
a essere
uno di
loro
però loro sono

e io sono qui.

The Aliens

You may not believe it
but there are people
who go through life with
very little
friction or
distress.
they dress well, eat
well, sleep well.
they are contented with
their family
life.
they have moments of
grief
but all in all
they are undisturbed
and often feel
very good.
and when they die
it is an easy
death, usually in their
sleep.
you may not believe
it
but such people do
exist.

but i am not one of
them.
oh no, I am not one of them,
I am not even near
to being
one of
them.
but they
are there

and I am
here.

C.B.

Attualità

God save the Queen (da “Prenderemo in esame anche la Monarchia”).

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Eh ma io non sono proprio capace di scrivere un articolo serio

non comprendo perché provarci adesso ma tento

questioni politiche mi rimangono oscure proverò senz’altro ora

vorrei espormi in questa mia – non è una poesia tranquilli –

io davvero non capisco a volte in che paese vivo e io sono una di quelle

che l’Italia la ama pur non essendo ricambiata dall’infanzia

i giornalisti fanno da anni il proprio mestiere bene ma anche male

molto male quando ci hanno nascosto tutti i patti segreti

tranne Travaglio bisogna pur riconoscerlo che ha sprecato la sua vita

che tanto noi lo sospettavamo lo stesso

soprattutto chi decerebra al Sud lo sa come a pelle

che quelli che andavano avanti ma non si poteva proprio dire

dovevi davvero starti zitto per ritirarti a casa

chi scendeva in piazza a gridare contro le stragi

aveva un grande coraggio pensavo ma sentivo

che se qualcuno in alto voleva

spingeva un bottone e saltavano le macchine o anche no

Pasolini che conosceva tutti i nomi che erano noti a tutti

aveva pure lui un gran fegato che io non ho affatto

dicevo non vi capisco quando davanti le evidenze di prima e di seconda

non so chiedo venia se c’è una terza repubblica e non mi va

ora di googlare anch’io faccio tre lavori al giorno pagati mezzo

attraverso periodi di buio mentale attendendo schiarite provvidenziali

siamo non so quanti poveri in Italia e per carità un povero italiano

messo in un grafico della disperazione tra ascisse e ordinate non fatemi

riprendere in mano la matematica che non ho più voglia di studiare

cercate solo di seguire questo mio ragionamento

penso che gli ultimi della terra o la polvere o gli intoccabili

siano proprio tutti uguali ma tutti uguali nel loro fango

che non c’è un prima gli italiani poi gli emigrati gli ebrei finalmente sono a posto

credo che a parte tutti quelli seduti sui marciapiedi sotto i grattacieli

o sdraiati sulle panchine ecco che arriva la solita populista

il San Francesco morto e sepolto il Cristo crocefisso

il continente Africano li potrebbe accogliere tutti

la grande Madre impoverita dalle sanguisughe multinazionali

è la metafora che usiamo da anni noi terroni

eppure io vi dico come un moderno anticristo

A che ora vi siete svegliati? mentre si suicidavano i Mario Bianchi snc

l’unico medico di Lampedusa adottava figli neri in esubero

da solo da anni mentre al governo chiacchierava la Sinistra e la Destra

mentre spergiuravano sulle loro poltrone grasse

come fate ancora a schierarvi mentre bruciavano gli operai in piazza

quando disquisivate di matrimoni gay e di uteri in affitto

e l’amico d’infanzia emigrava con tre lauree a Londra

dove eravate adesso sì con le mani rosse perché chiude i porti l’Italia

e il mare nostrum  gli squali sono arrivati sino in Puglia

sicuro per il caldo sicuro per il fiuto

quelli che esprimevano il voto di protesta sono stati pure denigrati

e io che mi credevo a sinistra mi sono ritrovata a destra

ed è proprio da un po’ che ci penso

che la Bandiera Rossa ha rifatto fascista l’italia media

di nuovo conio

e se lo scordano il rosso ma anche il nero o l’arcobaleno

ma se cominciano a rifare politica sociale

non disdegnerò neppure la Regina purché non affamino il popolo

e ogni tanto ricordatevi dei missili sulla vostra testa

una preghiera per i siriani ogni tanto menzionateli

al passaggio del nuovo governo la compiacenza di attendere

prima di gridare al nuovo Duce e a chi li fa luce

prima di postare che stavamo meglio quando stavamo peggio

e hashtag the war is over e It’s over mai e The show must go on,

la compiacenza di meditare in silenzio in disuso come un Ghandi qualsiasi.

Se possibile l’istanza, cordialmente attendo riscontro.

 

Daniela Del Core@2018.

 

 

 

 

Controversi

La solitudine del dollaro in salita (dagli esordi tardivi).

La solitudine del dollaro in salita adesso è un libro. Qualcuno tra quelli di Edizioni Ensemble ha pensato bene? di pubblicarlo. Eppure avevo scritto da qualche parte di non farlo, ma non mi hanno voluto ascoltare.

Dicono si tratti di una raccolta poetica, che continuerò a chiamare per quello che è, un quaderno in controversi, in versi arrabbiati, dove la speranza è morta e attende un’improbabile resurrezione.

In verità, a dirla tutta sono quasi dispiaciuta. Il mio titolo si aggiungerà a cento altri titoli, di cui nessuno è, o sarà mai, la Vita Nova. Non ne abbiano a male i giovani editori di Roma, ma nessun uomo dovrebbe prendersi troppo sul serio. E io sono pure una donna.

E devo avvertire i lettori che aprendo il libro, non ne usciranno farfalle, ginestre, rondini, baci a profusione, ma neppure elenchi telefonici o liste della spesa. Però chi mi legge da un po’ e per questo vi ringrazio, sa già tutto.

Per chi volesse acquistare il mio primo libro, può cliccare qui o andare nella sezione Libri aperta per l’occasione.

Allego foto della copertina, bianca e nera, essenziale.

9788868812560-1-325x500

 

Un pensiero ai silenziosi lettori del blog.

Alla prossima.

Senza categoria

Africa e dintorni (sognando la Norvegia)

(2018 A.D. dal Regno delle due Sicilie)

Dovevamo votare qualcuno di diverso

anche un alieno avremmo votato

(col mitra in spalla)

o Stenka Razin dalla Russia del ‘600

non è stata protesta e neppure perfidia

ci prudeva la pelle diagnostica la dignità

(a mantenere lo status quo per cent’anni)

non vi erano rimedi farmaceutici,

avevamo questa cosa conficcata nella coscienza

le occupazioni promesse sventolate in cambio di voti

(dalle colonie penali del Sud ti scrivo)

c’è un luogo comune legato alla saggezza

ma non tutti i vecchi sono Seneca

e non scrivono lettere dall’aldilà,

(i presìdi pre-insurrezionali da calmierare)

avremmo votato con profusione di like

senza senso civico alcuno

a inviare mail piene d’amore

(non siamo mai stati tanto attaccati alla vita)

.

 

Daniela Del Core@2018

 

 

 

 

 

 

 

Senza categoria

In assenza di elogio funebre (dall’Odio mio per il Giornalismo tuo – atto secondo)

Che tu sia nato bianco o emigrato nero

in Italia

non si trovano le parole precise

prossime le elezioni

atte a descrivere la condizione di un individuo

che commetta assassinio

deliberato.

Della vittima

nessun femminicidio da rivendicare,

solo panni sporchi lavati in piazza

sopraggiunta la storia di droga,

si lava le mani l’ultimo Pilato.

 

Daniela Del Core@2018.

 

 

Controversi

Simulazioni.

I malati non guariscono davvero

annuiscono per educazione

o per non essere internati,

il medico ha giocato tutte le sue carte

sorride solo da un lato della bocca

fa quasi paura il suo diploma adesso,

i malati dissimulano la guarigione

per uscirne vivi.

I malati somigliano ai vecchi che

smettono di lamentarsi.

Fingono di ricordare tutte le date

nascondono le cadute fuori casa

le pietanze bruciate,

perché è un attimo

ed è subito ospizio.

 

Daniela Del Core @ 2017.

Controversi

Non è.

Ripetere non è vivere di nuovo

le stesse pose sotto una chioma

più candida la tua comparsa in questo

mondo che non riconosci tuo

(ma non è mio)

sono sempre gli altri da noi a non capire

che ripetere la cena dopo il pranzo

dovrebbe al fine stancarti o illuminarti

con una nuova combinazione delle idee

di come allontani il bicchiere dal piatto

ogni giorno mi sembra più lontano

dall’orbita delle rimostranze rosolate.

Versare miele sulle ferite o sulle croste indurite

scaldare il latte al mattino o alla sera

lamentandosi del caldo e del freddo

non domandarmi ancora per quanto

la tovaglia andrà lentamente ingrigendo al calcare

nonostante i bagni di aceto e sidri di mele

ripetere le medesime azioni con parole nuove

potrebbe essere la giusta spia del motore

o non è identico il modo in cui spargi il sale

sulla portata di carne o alle tue spalle con ironia? forse,

cambia la tua voce l’inflessione supplichevole

ogni notte la lagna addormenta il bambino

soddisfatto pare da come atteggi le labbra

ripassare la sera quel che si è concluso di giorno

e trovarsi in pace con se stessi all’orizzonte di un sogno

disperarsi al mattino trascinandosi

da una camera a un’altra,

compiere il rituale solito al lavabo schizzato

insaponare le mani dal basso verso l’alto

per bene saranno morti tutti i batteri nel cosmo

e nella tua bocca? badare che non trasmigrino

conosco colonie stabili nel cervello oramai autonome

e ognuno fa il suo mestiere

a ognuno il suo upgrade di livello

ripetere non è vivere le stesse cose.

 

Daniela Del Core@2017.

Controversi

Nessuno mi può pubblicare.

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Nessuno mi può pubblicare

o condividere facilmente come un sorso

di caffè odoroso o un morso di pane.

Nessuno può davvero cliccare fino

in fondo la mia anima pixel

senza sentire un tic nell’osso profondo

rosso il cuore virtuale che espande

oltre i limiti la sua figura.

Nessuno mi può linkare

senza una richiesta carismatica

o insensata la tua vena ironica,

entrare dal tuo al mio in un secondo

pensare le stesse parole di seconda mano

la tua mano rapida più del piede

la tua schiena curva sui miei pochi segreti

spiccioli gettati in rete o nel cappello

dell’informatore approssimato al difetto.

Nessuno mi può citare edita

inedita la mia voce e la bocca

lucida d’olio e di odio trabocca

dalla tastiera allo schermo

il tuo disappunto tragico

per una time-line vuota.

 

Daniela Del Core@2017.

Controversi

Per difetto.

Tutto l’universo

di cui non spieghi il senso,

risiede in una formula

semplice,

che sfugge alla mente.

Un numero dietro una pietra

un altro in un bambino,

una cifra tonda nei tuoi occhi

di nocciola,

uno strascico decimale

infinita la mia ombra,

perché a questo mondo

come nell’altro,

mi capitò

di essere un fratto

dentro,

un irrisolto

non arrotondato.

 

Di qui

il mio malessere quotidiano.

 

Daniela Del Core@2016