Attualità

God save the Queen (da “Prenderemo in esame anche la Monarchia”).

finger-2573745_1920

Eh ma io non sono proprio capace di scrivere un articolo serio

non comprendo perché provarci adesso ma tento

questioni politiche mi rimangono oscure proverò senz’altro ora

vorrei espormi in questa mia – non è una poesia tranquilli –

io davvero non capisco a volte in che paese vivo e io sono una di quelle

che l’Italia la ama pur non essendo ricambiata dall’infanzia

i giornalisti fanno da anni il proprio mestiere bene ma anche male

molto male quando ci hanno nascosto tutti i patti segreti

tranne Travaglio bisogna pur riconoscerlo che ha sprecato la sua vita

che tanto noi lo sospettavamo lo stesso

soprattutto chi decerebra al Sud lo sa come a pelle

che quelli che andavano avanti ma non si poteva proprio dire

dovevi davvero starti zitto per ritirarti a casa

chi scendeva in piazza a gridare contro le stragi

aveva un grande coraggio pensavo ma sentivo

che se qualcuno in alto voleva

spingeva un bottone e saltavano le macchine o anche no

Pasolini che conosceva tutti i nomi che erano noti a tutti

aveva pure lui un gran fegato che io non ho affatto

dicevo non vi capisco quando davanti le evidenze di prima e di seconda

non so chiedo venia se c’è una terza repubblica e non mi va

ora di googlare anch’io faccio tre lavori al giorno pagati mezzo

attraverso periodi di buio mentale attendendo schiarite provvidenziali

siamo non so quanti poveri in Italia e per carità un povero italiano

messo in un grafico della disperazione tra ascisse e ordinate non fatemi

riprendere in mano la matematica che non ho più voglia di studiare

cercate solo di seguire questo mio ragionamento

penso che gli ultimi della terra o la polvere o gli intoccabili

siano proprio tutti uguali ma tutti uguali nel loro fango

che non c’è un prima gli italiani poi gli emigrati gli ebrei finalmente sono a posto

credo che a parte tutti quelli seduti sui marciapiedi sotto i grattacieli

o sdraiati sulle panchine ecco che arriva la solita populista

il San Francesco morto e sepolto il Cristo crocefisso

il continente Africano li potrebbe accogliere tutti

la grande Madre impoverita dalle sanguisughe multinazionali

è la metafora che usiamo da anni noi terroni

eppure io vi dico come un moderno anticristo

A che ora vi siete svegliati? mentre si suicidavano i Mario Bianchi snc

l’unico medico di Lampedusa adottava figli neri in esubero

da solo da anni mentre al governo chiacchierava la Sinistra e la Destra

mentre spergiuravano sulle loro poltrone grasse

come fate ancora a schierarvi mentre bruciavano gli operai in piazza

quando disquisivate di matrimoni gay e di uteri in affitto

e l’amico d’infanzia emigrava con tre lauree a Londra

dove eravate adesso sì con le mani rosse perché chiude i porti l’Italia

e il mare nostrum  gli squali sono arrivati sino in Puglia

sicuro per il caldo sicuro per il fiuto

quelli che esprimevano il voto di protesta sono stati pure denigrati

e io che mi credevo a sinistra mi sono ritrovata a destra

ed è proprio da un po’ che ci penso

che la Bandiera Rossa ha rifatto fascista l’italia media

di nuovo conio

e se lo scordano il rosso ma anche il nero o l’arcobaleno

ma se cominciano a rifare politica sociale

non disdegnerò neppure la Regina purché non affamino il popolo

e ogni tanto ricordatevi dei missili sulla vostra testa

una preghiera per i siriani ogni tanto menzionateli

al passaggio del nuovo governo la compiacenza di attendere

prima di gridare al nuovo Duce e a chi li fa luce

prima di postare che stavamo meglio quando stavamo peggio

e hashtag the war is over e It’s over mai e The show must go on,

la compiacenza di meditare in silenzio in disuso come un Ghandi qualsiasi.

Se possibile l’istanza, cordialmente attendo riscontro.

 

Daniela Del Core@2018.

 

 

 

 

Attualità

Il sacrificio dell’Agnello, una volta e per sempre.

 

file1333522953_17r4w300h0-articlephoto-
– foto tratta dal sito Fondazione Veronesi.

Giova ricordare che nei culti ebraici della Pasqua, ossia del passaggio dell’angelo della morte oltre le case degli ebrei durante l’ultima piaga sull’Egitto, i cristiani hanno letto la prefigurazione simbolica del Messia, l’Agnello Immacolato il cui sangue salva dalla morte e il cui sacrificio è perenne. Non a caso, il Cristo, che era ebreo (giova ricordare anche questo) identificò il pane con il suo corpo e il vino con il suo sangue. Lo diede ai discepoli, ordinando di far questo in ricordo del suo sacrificio. Non diede da mangiare carne di agnello, perché l’Agnello di Dio stava andando incontro alla sua morte, come un agnello al macello, ma una volta e per sempre. Detto questo, a voler essere cristiani, dovremmo consumare pane azzimo, erbe amare e vino non fermentato. Dovremmo poi sporcare gli stipiti delle nostre porte blindate, con il sangue dell’agnello sacrificato al Tempio e ricordare l’Esodo dall’antico Egitto.

Lasciate in pace gli agnelli!

Il tempo degli olocausti animali è terminato il 14 Nisan nell’ora nona, quando Cristo esalò l’ultimo respiro, dando la sua vita in sacrificio per riscattare l’umanità dal peccato, una volta e per sempre.

Il resto è tradizione consumistica. Risparmiamo il sangue degli agnelli, che “è cosa santissima“!

Una volta e per sempre.

Daniela Del Core.

Attualità · Microstorie

Se la Meloni “deve” fare la mamma – Nuovi medioevi.

hqdefault
– foto tratta da Google immagini.

A proposito della vicenda Bertolaso e Meloni, vi voglio raccontare quel che andavo riflettendo una mattina diretta a Bitonto per una convocazione di una supplenza, rubatami per un soffio.

Ascoltavo alla radio la sigla di un cartone animato giapponese datato 1976, anno in cui sono pure nata. Si tratta di un anime televisivo di genere mecha, prodotto dalla Toei Animation di 39 episodi, dal titolo Gakeen, magnetico robot.

Fu ideato da Shinobu Urakawa e Tomoyoshi Katsumada. La particolarità del cartone all’interno del filone dei robot magnetici, come anche la serie di Jeeg, era la fusione di due esseri umani, nello specifico un uomo e una donna. Da tale fusione, “nasceva” il nucleo del robot. Innegabili i riferimenti subliminali amorosi e sessuali, sottesi a tutta la trasformazione, una sorta di Ying e yang in versione robotica, si legge in Wikipedia. Vorrei soffermarmi prima sulla figura della donna di nome Mai, figlia dello scienziato Kazuki che sacrificò la sua giovinezza, per collaborare alla ricerca scientifica del padre. Mai si sottopose a tutta una serie di esperimenti per poter diventare l’Uomo Magnete Minus, la controparte femminile di Takeru nella formazione dell’invincibile Gakeen.

Ma non è sulla trama che voglio soffermarmi.

Mi soffermerò invece sulla sigla, scritta da Vito Tommaso, musicista e compositore classe 1937, ed eseguita dal gruppo musicale i Mini Robots.

Riflettevo sul testo di Vito Tommaso, scritto ve lo ribadisco, all’incirca trent’anni fa. E ve lo posto di seguito:

Un bel ragazzo con la sua ragazza,
profonda è questa solidarietà
la donna è più dolce ma sa anche soffrire
l’uomo è più forte ma sa anche morire,
ma uniti fanno una creatura più forte che mai [ che mai… ]Gakeen
magnetico robot, Gakeen magnetico robot, Gakeen
si avvitano in cielo le braccia sue, si saldano in cielo le gambe sue,
in cielo si forma il suo corpo ed ecco Gakeen, Gakeen…Ragazzo, se hai trovato la ragazza,
ricorda che a lei devi fedeltà,
la donna è più dolce ma sa anche punire,
e l’uomo, più forte, può pure soffrire,
ma in due si può andare più in alto, più in alto che mai [ che mai… ]Come Gakeen
magnetico robot, Gakeen
magnetico robot, Gakeen
si avvitano in cielo le braccia sue,
si saldano in cielo le gambe sue,
in cielo si forma il suo corpo
ed ecco Gakeen,
Gakeen…

Gakeen
magnetico robot, Gakeen
magnetico robot, Gakeen
si avvitano in cielo le braccia sue,
si saldano in cielo le gambe sue,
in cielo si forma il suo corpo
ed ecco Gakeen,
Gakeen…

Una bambina che ascoltava un testo simile, era pacificamente e naturalmente messa alla pari con un bambino. Non c’era differenza alcuna, Mai partiva alla guerra proprio come l’Agnese. In questo anime, la donna non coadiuvava il maschio, non lanciava i componenti da una navicella spaziale, ma partecipava alla creazione del Robot, della CREATURA invincibile. I due mondi, quello maschile e quello femminile, così diversi e apparentemente lontani, si fondevano in modo perfettamente complementare. Una bambina poteva sognare di diventare un robot combattente, alla stregua di un suo amichetto. Non solo. Vito Tommaso evidenzia con delicatezza e intelligenza le differenze tra i due sessi, senza mai cadere nel sessismo. Riconosce la dolcezza, l’accoglienza della donna, ma anche la sua capacità letale di punire, di spazzare via il male. All’uomo riconosce la sua forza ma anche la sua possibile sofferenza interiore.

Sì, ma questo che c’entra con la Meloni e Bertolaso? Forse niente. Forse tutto. Viviamo in un Nuovo Medioevo, in cui tutti con e senza titolo, cercano di ridefinire i ruoli, di rimarcarli, sempre a scapito dei più deboli, utilizzando la forza e la violenza. E sarà per l’associazionismo di idee, che mi è tornata alla mente una fotografia circolante nel web, un’istantanea che ritraeva le donne afghane negli anni sessanta.

universitc3a0-di-kabul-19621.jpg

Fonte: http://www.theitalianeyemagazine.com/afghanistan-anni-60/

A volte le parole usate impropriamente fanno soltanto un po’ di rumore.

A volte purtroppo rievocano brutti fantasmi.

A volte le parole fanno politica e nel 2016 si arriva a questo:

download
– foto donne afghane 2016, tratta da Google immagini.

 

Se l’onorevole Meloni “deve” fare la mamma, piuttosto che il sindaco.

Ps. Piuttosto non è usato in senso disgiuntivo!

Daniela Del Core.

 

Attualità

Una donna non più donna.

12188285_10209157026106837_1590611457_n

E’ strano come in un giorno come questo, mi sia ritrovata a rispondere a un post di una donna che sosteneva che l’utero nel quale si è concepiti non è importante, così come non lo è il latte materno. Scriveva proprio così, che il latte materno non è fondamentale. E come si affitta l’utero, si affitta anche il seno, e mal che vada c’è il latte in polvere o il latte di soia. Ecco a tutte le donne che oggi festeggiano l’emancipazione femminile da una condizione di sfruttamento e di sottomissione, a tutte quelle donne che ora dicono che l’utero è come un rene e che il latte è come la soia, dico: “Dovete sperare che il latte proveniente da animali d’allevamento (INTENSIVO O MENO) dal quale si ottiene il latte artificiale non si esaurisca mai, che le aziende produttrici godano sempre di buona salute, che non manchi mai acqua potabile, che ci sia sempre la corrente elettrica, che abbiate lo sterilizzatore biberon sempre a portata di mano e attenzione ai black-out. Se tutte queste condizioni dovessero verificarsi contemporaneamente, se siete in fuga da un paese in guerra o semplicemente vivete la fame in un paese povero, attaccate il bambino al seno. E’ l’unico modo per salvarlo. Se il latte manca, sperate in una balia generosa. Se manca la balia, il piccolo semplicemente muore. Il latte materno è fondamentale. In assenza di montata lattea e in presenza di problemi medici, le donne fortunate possono intervenire con latti alternativi o con la banca del latte. Il latte materno è prezioso. Scartarlo a priori o svalutarlo, mi sembra una cosa del tutto insensata. Ricordate anche questo oggi!

Pillole dolorose di storia:

Nel 1764, l’anno della fame, furono introdotti nella “ruota” dell’Annunziata di Napoli, 4.675 bambini. Sul totale degli immessi, la percentuale dei morti fu del 75%, ossia 3.500 vite recise sul nascere. Le cause furono di certo l’insufficienza di balie e di latte, il sovraffollamento e la diffusione delle malattie per contagio.

Per approfondimenti, Senza famiglia a cura di Giovanna Da Molin, Cacucci Editore, 1997.

Attualità

Lettera a Vendola.

Onorevole Vendola,

l’utero in affitto non è una questione personale, non è un diritto individuale esercitabile con il potere d’acquisto, non riguarda come molti sostengono oggi sui social network, il micro-cosmo di una coppia, il proprio hic et nunc, un latifondo dal quale riscuotere i frutti di un lavoro svolto da terzi. E’ una questione universale che riguarda l’umanità intera, in un’ottica orizzontale, non volendo oggi essere zittita come “cattolica” alla stregua di un insulto, sinonimo di “retrograda”.

Parlo da agnostica.

La vita non si compra e non si affitta. Il bambino non è un articolo di scambio. Non esiste il diritto individuale ad avere un bambino. Che tale pratica sia legale in certi Stati, non vuol dire che sia automaticamente giusta.
Disapprovo il gesto politico e umano di Vendola al quale mi rivolgo.

Non sono una squadrista, non commento dai bassifondi dei social e della politica, come chiosa nel Suo status social. Sono apolitica, madre e insegnante disoccupata, dotata di elasticità mentale e avversa a ogni forma di volgarità e di discriminazione ai danni degli INDIFESI.

Lei avrebbe potuto dare un esempio di grande generosità adottando un bambino già nato. Era questo che andavate tutti sostenendo con la logica del “meglio la padella che la brace“, meglio essere adottati da una coppia gay (che si presupponeva sempre migliore di una coppia etero) che marcire in un orfanotrofio (che si presupponeva sempre squallido al pari di un lager nazista).

Lei sostiene che l’utero in affitto non le piace come espressione, forse perché Le rivela in tutta la sua crudezza la vera natura di questa pratica, nella prospettiva egoistica e consumistica del “desidero un figlio e siccome non posso, me lo fabbrico, me lo compro”.  Si definisce Transumanesimo. Mercimonio di donne e di bambini, mercificazione della vita umana, che è sacra di là da ogni religiosità, di là da ogni speculazione filosofica. Alla madre “surrogata”, seguita da uno psicologo per tutto l'”iter”, ossia per tutta la durata della gravidanza, le si ripete ossessivamente che il figlio non è il suo! Non sia mai che la donna in questione cominci a nutrire un qualche sentimento di affetto o attaccamento alla vita che porta in grembo. Mi domando cosa succeda nel cervello di queste donne, quando dicono più volte al giorno, guardandosi il pancione: “non è mio figlio, non è mio figlio”. E mi domando: il feto avvertirà questo rifiuto materno? Che ne sa lui che quella è soltanto una madre surrogata? Si domanderà: “Ma che problemi ha mia madre? Perché mi rifiuta ogni giorno?”. Ipotizzo. Che ne so io di ciò che può pensare un feto? Lo sapranno gli scienziati forse, gli psicologi, i sociologi. O forse non lo sa nessuno.

Per chi non sappia ancora cosa sia il Transumanesimo, è di febbraio la notizia che a Tokyo, un team di ricercatori ha messo a punto una tecnica chiamata EUFI – incubazione fetale extrauterina, senza la necessità di usare una donna, ma feti di capra, sospesi in incubatrici contenenti liquido amniotico artificiale.

Leggo i commenti di molte persone che sono talmente accecate dalla loro personale crociata a favore delle adozioni-gay, che non si rendono neppure conto che l’adozione e l’utero in affitto sono due pratiche totalmente scollegate. Aggiungo che la maternità surrogata è sfruttamento di donne consenzienti o meno, al pari della prostituzione. E non capisco come si sia potuto arrivare a questo punto, dopo decenni di lotta femminista. Non vedo alcuna emancipazione della donna, vedo soltanto l'”uso della femmina” per fini egoistici.

Auguro comunque ogni bene al figlio del Suo compagno, che è un nuovo nato e merita di vivere una vita degna, fatta non soltanto di amore ma di rispetto e del godimento di diritti considerati inalienabili dell’uomo, tra cui aggiungerei il diritto alla propria identità genetica.

Cordialità.

Daniela Del Core.

Per approfondimenti:

Paolo Crepet sulle imprevedibili conseguenze psicologiche per un bimbo nato dall’utero in affitto.

Coppie gay italiane all’estero per un’adozione.

http://www.tempi.it/la-battaglia-di-stephanie-raeymaekers-nata-in-provetta

http://www.vanityfair.it/news/mondo/15/11/20/stephanie-figlia-provetta