Non scrivo.

Non scrivo di te mai

mi manca una figura come la tua

nella mia di vita

avrei voluto una tua versione migliorata,

editata, pulita, serena, accogliente, trascendente a tratti, immanente, accudente,

forse cerco solo un assistente personale che mi indori la cena magra

che mi dia pacche sulle scapole scese,

lo pagherei ad ore per farmi anche sorridere,

ma in quanto ad humor tu gli saresti stata superiore una spanna.

Daniela Del Core @2025

Stato di salute, attuale.

Non posso più fare silenzio,

non posso più tediarmi,

non posso più ragionare,

non posso più studiare,

non posso più riflettere,

non posso più fare ammenda,

non posso più mortificarmi,

non posso più chinare il capo,

non posso più giustificarmi,

ho una parte da recitare,

ogni volta diversa la stessa,

senza salire sul palco o

peggio morire sulla sedia.

Daniela Del Core@2025

un po’ di fisica sparsa.

Ritenta ancora sarai più fortunato

oggi non è propriamente un brutto giorno

a dire il vero ti ho letto Schrödinger

e le implicazioni che non mi sfuggono

Il microscopico che si fa beffe di noi, di Newton, di lustri di fisica,

ma crederci è pur sempre un atto di fede ed il gatto sopravvive 23 minuti,

percepiti 5 gradi a Bari punge il collo

la lana la neve le tue dita

si blocca il doogee come se fosse facile digitoscrivere in un micro schermo

se è tutta mia la responsabilità di quel gran casino che è stata la mia vita,

La verità quantistica che io modifichi mentre osservo il grigiore e forse vibrando a una più alta velocità

riesca a diventare Elon Musk, una di successo

Pure l’ affondamento del Titanic può essere stata mia la colpa a ragionarci un po’ su.

Daniela Del Core@2024

La bambina.

Da quando è nata lei, e’ stata tutta una rincorsa a emanciparci dall’ignoranza, dovevamo sapere ma io in primis dovevo come e dove toccare i punti magici a farla dormire a farla mangiare, tutto un prendi la bambina lascia la bambina poggia la bambina vivere per la bambina sopravvivere per la bambina che non dorme che piange che non respira che cammina che cade che cresce che parla che pensa che sogna che inventa che frequenta la scuola che studia che non ricorda che si dimentica che prende cinque o dieci e va per l’artistico, che cerca le amiche che deve andare alla festa che si traveste, con chi la faremo uscire questa bambina? Là fuori è un mondo impossibile per la bambina, come cresceremo la bambina, veloce la bambina, è urgente la bambina, la bambina viene prima di tutto, poi ci sei tu, poi ci sono io.

Daniela Del Core @ 2024

a tentoni.

Non leggo da un tempo imprecisato

sarà buono un anno che non assorbo le parole scritte

anche quelle parlate non reggo il tempo di un notiziario

c’è della nebbia che mi impedisce la comprensione

una demenza precoce sarebbe l’orrore

girano i pensieri a vuoto, si attorcigliano con la lingua

Oggi non esco

Ho 3 anni

non capisco le proposizioni che si coordinano e si subordinano

i verbi che si coniugano stancamente alle venti di sera

il congiuntivo che non scatta più in piedi da bravo soldato

le similitudini soltanto appaiono più prolifiche

se apro il frigo è “come” se aprissi un forno, riesci a capirmi a volte,

non ho il coraggio di chiedere quello che mi è lecito, mi sarà nuovamente negato,

so che finisce in modo imprevedibile.

Anche le consonanti ho smesso di pronunciarle bene, non mi esplodono sui denti, né sul palato, non vibrano in gola, biascicano a tratti,

vorrei tornare all’asilo per recuperare un po’ di didattica,

che mi succede Signore?

Esisti Signore? Ora che mi avvicino alla morte sarebbe conveniente credere,

andare verso una luce insolita priva di calore, ventosa,

non riesco a spiegare e i critici neppure cercano la chiave,

Piuttosto portami tre arance rosse, qualche enigma da risolvere

che scatti in avanti il cubo di Rubik che ho nella testa,

che si allinei in un qualche colore,

cosa scrivono i poeti oggi?

Non associo un titolo a un autore,

se potessi attendermi all’ uscita di questa stanza affollata, sono quella che schiva le mani in festa, gli sguardi intrusivi, anche l’ uscita di sicurezza farebbe al mio caso, bisogna sbucare da questa scatola magica, saltare dal bordo del piatto, fuggire tra le briciole sparse, ti mangiano sui capelli puliti, e ti danno della pazza schizzinosa se glielo fai notare, potrei fare una chiusa adesso, ma ho dimenticato l’atto di concludere, se avesse o meno un significato, e dunque lasciare aperto

Daniela Del Core@2024

la voglia di farcela fortissimamente, diceva Lui, di non abbandonarsi al cappio di lana dura, di riconoscersi ancora allo specchio riflesso, sono più forte di quello che immagini, quando l’ ho vista entrare sembrava un’altra da sé, così smagrita, così triste nei capelli sciolti e aridi e radi, ho riconosciuto il rischio di lanciarsi nel vuoto, deve averlo pensato, ma le pillole aiutano se prese con regolarità, mi è dispiaciuto non sia riuscita a rimanere attaccata alla vita senza patire gli effetti collaterali, è una lotta che forse gli era stata controindicata da piccina, e io non dovrei confessarmi a sto modo, parlo un po’ sporco a volte ma è necessario sfregarsi bene la pelle, temevo per me stessa ma deve avermi battuto sul tempo, sullo spazio, deve esserci qualcosa nel mio antico cervelletto, un’anomalia che lampeggia e impedisce l’apertura dei cancelli, l’anima che rimane testarda, ci vuole ancora provare a scegliere la strada possibile, quando l’ho vista così rallentata così incapace di reggersi in piedi, ho pensato come tutti saranno state le droghe, gli acidi, i fumi, gli psicofarmaci, o mio Dio che deve aver provato nello stomaco, io che avverto molta fame di rassicurazioni ma sono a dieta forzata, io che provo a stordirmi con dello zucchero sulla lingua, è un veleno per me, adesso che inizio ad ammalarmi nel corpo, non funziona più niente come dovrebbe, ma la solitudine mi si è accasata, mi mancano molte cose, poche persone, qualche animale, non sono qui a scrivere il suo testamento, potrei finirla qui e fingere che lei stia bene tutto sommato, si dice così, tutto sommato poteva andare peggio, poteva anche morire, e non è già morta lei? questa bambina vecchia con il suo pallore accecante, con le pupille dilatate dalla noia, so che pagava un dottore per non sentirsi troppo sola, per ascoltarsi la voce che non fosse il nome del suo gatto, l’estate complicava le cose, le rendeva roventi e imprendibili, non vidi mai nessuna così devastata dal morbo contemporaneo, io stessa ero stata così diligente nel truccarmi tutte le ferite, le due occhiaie, le screpolature, il difficile era occultare le amnesie, chi fossi stata, dove stessi andando, con quale biglietto di sola andata, il sipario si era chiuso precocemente e non era scattato l’applauso consolatorio, tuttavia seppi trascinarmi a terra con le ginocchia che sanguinavano, Lei non avrebbe potuto, Lei non poteva muoversi agilmente, si è irrigidita nelle articolazioni pensanti.

Daniela Del Core@2024

Dialoghi urticanti.

La fatica del cambiamento con forti inasprimenti

non mi viene da ridere se non quando sono costretta

se è convenzione mandare il comando ai muscoli facciali

voglia di scappare da sé per andare dove non si è,

dicono non si possa fare da vivi, da morti si può tutto,

si può vagare senza giustificazioni scritte,

e assentarsi corporei involucri esanimi

c’è ancora molto da discutere sul caso politico del giorno

ma non resiste il contatto visivo, si attorciglia la conversazione,

parlare con i propri simili senza schermi,

il fiato corto le parole stentano a uscire dalla bocca

perché non sono rimasto al fresco di un’ombra?

Daniela Del Core@2024

Quotidie.

Spogliare i muri dai quadri

aver cura di soffiare la polvere

pensavo sarebbe stato più arduo e invece

ripulisco la vecchia casa per abbandonarla con decoro

che non dicano gli altri che abitasse una scansafatiche

una che si vedeva poco in giro che non dava confidenze

che non pensino fossi una raccattagatti senza pudore

essendo poi una donna che certe incombenze anche se la fatica

si avverte uno strano ronzio di mobili imballati

pensavo peggio a dire il vero a dire il falso a dire

ci vogliono buoni trenta giorni per cambiare sito strada palazzo

mi inseguiranno le formiche? o resteranno in campagna?

in città si possono ascoltare le urla degli inquilini o dei proprietari immobiliari

latrati di cani che abbaiano sovente sui balconi infuocati

mi porto a braccio delle buste di tela con della roba infilata

sono pure felice a tratti con brio

non comprerò più nulla per anni

deve abituarsi il marito alle nuove coordinate

il figlio alla nuova celletta-stanza a produrre pensieri metropolitani

poteva andare peggio a pensarci troppo senza pause

per fortuna si è alzato il sacro maestrale

un tempo era la regola.

Daniela Del Core@2024.

Piove.

la pioggia dopo giorni di arsura al Sud

smetto di ballare in cerchio

aprendo tutte le finestre si può sentire

oggi non è giornata da scrivere qualcosa

mi impedisce il flusso di coscienza

lo scroscio agognato dopo le bestemmie

come si starebbe bene se variabile fosse una costante

perdonami il congiuntivo che appesantisce dicono.

Diamo aria agli armadi.

Daniela Del Core@2024.

Dai poverissimi del Sudditalia (2019)

Le valigie sulla porta di casa

mi fanno stridere e contorcere

questo non è un viaggio di piacere

ci sarebbe piaciuto partire in virtude e qualcosa in più

ma dalle colonie del Sud è sempre più difficile

improvvisare nuovi numeri da circo

una madre con due mani e due piedi

un figlio se lo perde sempre dietro per strada

a fare i saltimbanchi lo spettacolo d’arte può virare al peggio

e Berlino o Londra ci si gelano nella bocca parole intirizzita la lingua

quando Bari non può tenerti con sé e vorrebbe ma non può,

è un amante appassionato senza partito né casa,

quando ci appressiamo nell’anno del Signore 2019

alle stazioni o agli aerei del low cost

quando la frustrazione si è cronicizzata in un broncospasmo

e capisci che i medici non ti metteranno mai più le mani addosso

nessuno dalle colonie del Sudditalia è stato mai sciocco

da credere in un qualsiasi reddito di sopravvivenza

stiamo emigrando dalle nostre terre di ulivi ammalati, dicono,

le lasciamo ai latifondisti che vivono nascosti in

certi circoli viziosi o virtuosi poco importa

se incontro un Re lo riconosco senza taggarlo

e declino spesso la sua elemosina

non è creanza farsi trovare in perenne nudità

o in stato di fame di sete o di qualsiasi altra urgenza

non vi basterà la beneficenza.

Daniela Del Core@2019