Controversi

Una donna.

 

Ti perdono l’affetto e parto

so esserti dolorosa questa mia

voglia di sfuggirti come da una trappola

ti perdono l’amore al napalm

la campana di vetro cresciuta a mia misura

un giorno l’ho spaccata nel punto frangibile

una nebbia di cristalli implose sulla testa

una festa di brillantini ricadde a terra

è stato bello guardare oltre la bolla

il sapone gli occhi mi arrossava d’acqua,

ti perdono l’amore che mi hai dato

denso come melassa

da rimanerci impigliati per giorni interi

a non muovere un passo verso una libertà

che mi spettava

che tardava alla fermata,

ti perdono questa colpa che dici non esser tale

che dici non esser tua,

è mia

è mia che non capisco le logiche di mercato

le strategie a doppio fine

i falsi mandati i falsi attentati,

ti perdono il mastice con cui mi hai

incollato le ali

per tenermi a terra per tenermi a terra

a bassa quota

a non poter giocare in alto con i gabbiani

che esistono ancora e li vedo.

Farmi un’ala di colomba vorrei

una piuma di aquila

per librarmi via da te

quercia resinosa radicata fin dentro

al centro della terra

che non mi hai fatto mai volare

che non mi hai fatto mai volare.

Perdona questa mia facile condanna

mi è più semplice adesso guardarti

invecchiare

allentare la stretta e scivolare via da te

sono un pattinatore maldestro

che sublima sul ghiaccio,

mi  hai scombinato il cervello

riordinarlo è incastrare le tessere a caso

le incastro a caso e scivolo o volo o scio.