Controversi

Re spinta.

Rosseggia il sole fuori

bambagia bianca il mio intelletto

mi aggrappo alle tue parole

che trasudano verità distillate,

sei il mio Oracolo post-moderno,

ti lasci contemplare negli occhi

e sulle labbra che si schiudono appena,

vorrei entrare nel tuo regno di luce

afferrare un respiro compassionevole,

strapparti un briciolo di amore

che ti agita la nuvola dei riccioli neri,

vorrei un upgrade con ghiaccio

per potenziare i pensieri virtuosi,

vorrei il download tramite abbraccio,

mi sento fiacco come un vecchio relitto

annegato nel dolore e colonizzato

dal corallo rosso nella bruma

azzurra e limpida e marina,

la tua gelida stretta di mano

il tuo tepore che mi precludi

la serenità che non mi doni

il tuo non amarmi cronico

il tuo rifiuto costante come lo sgocciolio

di un rubinetto atrofico,

c’è nebbia dentro questa casa

una bolla di sapone opaca

c’è del sangue trattenuto

un bloody mary non bevuto

un grumo di rimorsi e rancori

lo strozzo del rivolo deviato

che non arriva al cuore

si è dissolto come in un lampo

elettrico il tuo sorriso che

scioglie la formula in una tazza

fumata e deformata in cui

x e y si equivalgono

in un cerchio di giada.

 

Daniela Del Core@2016

Controversi

Mio caro John.

Baccano, baccano,

silenzio, silenzio,

schhhhhhhh,

che ha detto John alla radio

che ha detto John in Tv?

Che i giovani non vogliono lavorare

è vero!

anch’io ho smesso di cercare e

ho solo quarantanni.

Mio caro John non posso

scontarne altrettanti,

vieni giù John,

vieni a cercarmi e

prestami il tuo entusiasmo e

anche il tuo orologio

e forse le tue scarpe,

ché ci cammini comoda per un’ora.

Non sono neppure brutta,

vieni giù John e scambiamoci

un po’ di baci e un po’ di assegni,

facciamoci l’amore e

rivoltiamoci l’economia.

Vieni giù John che ti mostro

le botteghe chiuse

di artigiani falliti,

scendi giù a Bari John,

che ti mostro il deserto

dei Tartari,

incontriamoci John,

cento rampolli in piazza e

cento popolani,

guardiamoci negli occhi,

scambiamoci le carte

toccateci a sorte.

Siamo la tua Cenerentola,

sposaci John,

rendeci fertile di nuove speranze,

non startene solo a immaginare

mondi migliori,

non siamo neppure brutti,

e neppure sporchi,

e neppure cattivi,

nemmeno pigri John,

ti abbiamo pagato gli studi

con le tasse insanguinate.

Come siamo orgogliosi di te John,

no, non darci la tua birra,

baccano, baccano,

silenzio, silenzio,

schhhhhh,

ma che hai detto alla radio?

E non darci l’elemosina renzista,

non darci la tua calma chimica,

non vogliamo droghe

non vogliamo il calcio,

e neppure Lapo.

Rotola giù caro John,

rotola a Sud

ti aspettiamo come una sposa

all’altare,

fedele e devota

strapagata di dote.

da Le gazze disattente, Secop, 2016.