
Di certo chi si avvita su se stesso
mostra il panorama di una trottola vorticosa,
non distende il popolo su una mappa colpita
dalla luce lunare che ridisegna i confini,
a presentare inedite letture
soluzioni e indizi
utili all’umanità tutta che se ne serve.
A chi mai servirà il brontolio isterico
del poeta piangente sulla sua condizione di salice?
Sarebbe meglio lo scroscio nervoso sulla foresta
il rumore della neve sui continenti
il mare tutto che si agita all’unisono,
che ce ne faremo di un singolo applauso,
di un verso complicato al bambino perplesso
non trova la trottola che si è persa
si è fatta poeta sulla carta crespa.
Che se ne faranno del poeta piangente
salice a perdere le foglie precarie
su un lago traslato nel cielo?
Daniela Del Core@2016
