
È un sapere frammentario il nostro,
senza un filo senza un nesso,
è un lancio di sabbia al vento
una coppa di mani che fa acqua
un fiato sordo nelle trombe otturate,
noi che sappiamo di tutto un po’
trivio quadrivio e federalismo,
un nulla cosmico che misuriamo nei grafici.
Data una retta e un punto e una direzione
otteniamo un vettore
che ci conduce
all’infinito
all’otto rovesciato
al rovescio di pioggia
al conato di vomito nella notte.
Noi che questo presunto sapere
lo certifichiamo in duplice lingua,
una la Madre,
e l’altra di uno Stato
che non sia lo Zimbabwe.
Infine signori
vi adornerete con garbo
conversando di finanza,
sarete le geishe dei vostri benefattori.
E mostrate comprensione,
o fingete di comprendere,
evitate la politica e
siate sopra ogni cosa tolleranti,
in cielo e in terra
sopportate,
e disteso il globo su una mappa,
ignorate che l’Oriente sia
una parte consistente,
che la Russia sia America-resistente,
e tracciati gli assi cartesiani
incontratevi cristiani,
imbattetevi a metà strada,
in-crociatevi nei quadranti,
croci-figgetevi
o croci-fuggite.
Daniela Del Core@2014
(poesia vincitrice Musa Poetry Slam 2014).

