Controversi

Cronache dal Terzo Millennio.

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– per gentile concessione di Francesco Malavolta, il fotografo dei migranti.

 

Anche i bambini smisero di cantare

in una guerra trascinata

era abituale piangere e stridere

nel fango strascicare i passi lenti

usuale il silenzio funereo dei passeri

l’esplosione rossa di uomini

tra flash di fotografi e tripudi di telecamere

graffiarsi la pelle nei rovi di more

sotto il volo dei rondoni,

era frequente nel terzo Millennio

il sospetto e la nera diffidenza

il morso nello stomaco tra fame e terrore

la sete che prosciugava la Provvidenza

il sacco in spalla e le stelle da soffitto

attraversare un mondo diverso

dai confini spinati

attendere un via, un permesso

fare istanza all’esistenza

sulla terra che rivoluzionava da secoli

presentare la domanda a

riunire la famiglia

qualcuno aspettava di radunare la famiglia

attorno un tavolo di legno caldo,

bambini cessavano i girotondi

assieme agli adulti in viaggio per mari ostili

dismettevano i giochi come vecchie vetture

in viaggio per alture sconfortanti,

da lontano filari di scudi in plastica

prendevano vita tra giubbotti militari

a ogni piè sospinto, a ogni preghiera di perdono,

era consueto dall’altra parte della barricata

sentirsi impotenti

scuotere le sottane dei politicanti che

giocavano a nascondino dietro le tende oscuranti

intercedere per gli indifesi

sentirsi impauriti al battere di ciglio

allo sbattere di una persiana azzurra,

di certo faceva comodo a qualcuno

il rischio calcolato, il rischio contenuto

il cane che mordeva la mano del padrone

il padrone incerto prima dello sparo,

tremavano anche loro

senza ammetterlo,

si impettivano nelle camice bianche

nei discorsi inamidati

nella redingote di lana tinta

dichiaravano guerra lanciando bombe nell’aria

come coriandoli di acciaio al tramonto.

 

Ricevevamo cronache dal Terzo Millenio

sotto una coperta di lana grezza

da un Medioevo risorto.

Daniela Del Core@2016