Il suo lavoro è un ponte tra la tradizione cinese e il modernismo occidentale. La portata della sua immaginazione è sorprendente. Yang Lian è uno dei più grandi poeti della nostra epoca.
– Klaus Rifberg (scrittore, editore, critico letterario danese)
Come accennavo in questo altro mio post, inizierò il mio viaggio virtuale tra i poeti viventi, dal cinese Yang Lian.
Vi darò qualche breve coordinata per inquadrare l’uomo e il poeta.
Yang Lian è nato in Svizzera nel 1955, ma ha trascorso l’infanzia e la sua adolescenza in Cina. Dopo il tragico massacro di Piazza Tienanmen, ha lasciato il suo paese natale per vivere a Londra in esilio dal 1997. Ha pubblicato molte raccolte di poesie, libri di prosa e saggi. Nel 1999 ha vinto in Italia il Premio internazionale Flaiano, e nel 2014 il Premio Internazionale Capri. L’opera con cui ha conquistato il pubblico occidentale è Dove si ferma il mare. E’ stato candidato al Premio Nobel per la letteratura nel 2002.
La poesia di Lian è caratterizzata da lunghi poemi che mostrano il legame profondo con la poesia classica, che conta migliaia di anni di storia.
Se siete a digiuno di letteratura classica cinese, vi rimando a un articolo molto interessante che descrive a grandi linee e con semplicità, i tratti distintivi. Quello che posso brevemente accennare, è che la poesia cinese è un dipingere con le parole la bellezza della natura, come in un quadro di Monet. L’impressionismo poetico colpisce direttamente il sistema nervoso come il guardare un semplice tramonto senza bisogno di inutili panegirici. Lo spettacolo della natura e degli uomini che in esso si anima, non necessita di alcuna metafora. Forse perché la natura è la metafora stessa della nostra esistenza o ne facciamo parte e basta. Che senso avrebbe appesantire i versi poetici, di inutili concetti e di perché metafisici?
Stavo seduto a bere e non mi accorsi del buio
finché cadenti petali m’empirono le pieghe dell’abito.
Ebbro, mi alzai, camminai verso il ruscello lunare;
gli uomini erano rari e gli uccelli non c’erano più.
Li Po. (701-662)
Tornando ai poeti viventi, specifico che non amo le definizioni come il più grande, il più bravo, e via discorrendo, ma la rete e il web sì. Sono andata a spulciarmi alcune poesie di Lian e di seguito pubblicherò soltanto quelle che mi hanno colpito particolarmente.
Perché come si dice tra gli slammer, il punto non è il poeta, ma la poesia. Bisognerebbe sempre dare la precedenza all’opera di un autore e poi all’autore stesso di cui potremmo anche ignorarne il volto. Ed è inutile che vi ricordi il problema della traduzione soprattutto nella poesia. Quello che però più mi premeva conoscere, a parte la forma e lo stile, erano i contenuti. Ed è proprio da quelli che mi sono fatta suggestionare nella scelta delle liriche.
Tre poesie di Yang Lian:
LA TOMBA DEI SAGGI
Non possono far altro che discutere di capre
lentamente sorseggiano un the il crepuscolo si addensa
persino su uno strato di aghi di pino la luna oscillal’albero che profuma di pino si sostiene solido
l’ombra dei monti circostanti diffonde il cinguettio del giorno
una panca di pietra verde rinchiude il viaggiatoreNell’ascolto attento viene tolto loro l’accento
una tazza di porcellana raddensa la lontananza come giada
quando leggera si appoggia ancora tiepida e trasparente.
——————————————————VICINATO
una poesia dei vivi è quanto di più vicino ai morti
una possibile tomba nascosta in cielo
come un’impossibile soffitta chiude a chiave nella polvere
un ragno o una mosca
i cadaveri sono scatole intagliate che i fantasmi prenotano per abitarvi
aspettando che la mia mano quando si apre lasci impronte
il topo della scala appena calpestato ritorna in vitaluce risvegliata cent’anni fa
che con stridule grida taglia via l’ombra della fantasia del poeta
una nuvola in piedi sulle tegole
abituata a decomporsi in caviglie grigiastre
declama quanto di più vicino ai vivi
e come reliquie che rovistano fra le mie dita
esibisce la vergogna che ogni uomo dovrebbe sentire.—————————————————–
GIA’ LETTO.
nei cimiteri cinesi i pini respirano così come crescono
ma il vento cambia tranquillo la direzione della giornata
l’aratro va avanti e indietro fino alla fine del campo
verde fertile libro di agosto
la vita semina i semi dei mortila notte tutte le stelle viaggiano in un pozzo di giada
per tutta l’estate leggi una biografia
l’ombra del pino è immersa nell’acqua
una sedia piena d’acqua è incisa in un bassorilievo
il mare lontano va in collera da solo
canti di uccelli inondano il cielo quasi non cantassero
leggi come se non avessi letto nientec’è solo l’arte che scuote un pomeriggio e lo rende nero.
Perché ho scelto queste poesie?
Dovrei rispondere per i concetti, per il senso della tragedia umana. E invece vi risponderò: “Per l’utilizzo di alcune immagini”.
Una panca di pietra verde… raddensa la lontananza come giada… una possibile tomba nascosta nel cielo… una nuvola in piedi sulle tegole… una sedia piena d’acqua.
La scorgete la pittura impressionista?
Per chi volesse una più ampia panoramica della poesia contemporanea cinese, la casa editrice Einaudi ha pubblicato nel 1996 un’antologia di diciotto autori tra cui anche Yang Lian, a cura di Claudia Pozzana e Alessandro Russo, che negli ultimi vent’anni si sono distinti nel panorama letterario cinese, dal titolo “Nuovi poeti cinesi”.

