Abbiamo sbagliato tutto dal principio,
dapprima da quando siamo nati, ancora
cellule embrionali annaspavano in
un liquido caldo che ci solleticava
il naso e la bocca, già a quel tempo
sbagliavamo tutto sapendo di sbagliare,
qualcosa ci teneva legati al porto sicuro
era più che stupido scapparne a mezzanotte
o a mezzogiorno inoltrato, dovevamo restare
al chiuso, dovevamo fare un muro alto alto,
da quando sentivamo le lacrime salarci
la minestra serale e i sospiri come macigni
a comprimerci il diaframma e i bronchi
collassati, sapevamo bene, già conoscevamo
l’uscita e l’entrata il grazie e il prego
l’addio e l’arrivederci e l’a presto,
e il nome che nome metteremo? E la fretta
e la penna che non si trova e scompare
in una borsa sempre più grande
in un corridoio sempre più lungo
a cercare l’ufficio preposto,
a segnare il giorno il mese e l’anno
di quando sei nato e perché sei nato?
Se sapevi già tutto, sapevi già di sbagliare
al primo respiro la prima pacca sul sedere,
e luce bianca e salamelecchi e smancerie,
buio buio non è più buio, un coniglio
fuori dalla tana, ti ho fatto tana,
salta, salta tutti i giorni fino alla fine
che non sai quando finisce, sul banco
a essere giudicato bello brutto grasso
storto dritto scemo, senz’altro scemo,
se sapevi già di sbagliare, hai sbagliato
dal principio, dall’inizio, dal concepimento:
Signorina, prego, ti amo, anch’io e l’altare
delle promesse a vuoto frante o mantenute,
firmi e infili l’anello al dito, al dito che stringe
stringe la gola, il respiro affannoso, c’è
del liquido nella narice ed è strano che
respiri ingoiando, è strano che ingoi ricordi
come liquidi immagini luci embrionali,
sudi le tempie, qualcosa ti dice che stai sbagliando
già sai che sbagli se scegli e scegli di sbagliare
e di vivere e di morire e di rinascere
dal principio.
Daniela Del Core@2015.
