Liquidami con un addio o
Inno alla gioia,
cospargimi il capo di cenere,
indossa il vestito più nero
sputa il boccone amaro dell’indifferenza
e ingoia le sorsate di mare
che si agita dentro le viscere afflitte
dal silenzio complice degli intellettuali.
Liquidami con parole antiche
sussurrate nelle orecchie degli illetterati,
scompigliami la giornata scandita
dagli uffici multi nazionalizzati,
stupisci il tabaccaio in corsa al ladro
di monete sonanti,
sorpassami accanto con la lentezza
degli ultracentenari e
con la saggezza dei nostri avi.
Liquidami d’argento fuso
fammi un urlo imbalsamato,
una statua di silicio sfarinato,
non darmi in pasto il tuo amore
omogeneizzato,
ché mi si rivolta l’universo presocratico,
la nonna nella tomba
il bisnonno deportato.
Liquidami di acqua mineralizzata
bagnami di pioggia non contaminata
trovami il bandolo della matassa impigliata
nella plastica contemporanea.
Liquidami di parole fatte pietre
di sassi come strali
di saette come segnali,
liquidami con i baci aggrovigliati
con gli abbracci ingarbugliati
come accordi musicali.
Liquid-ami.
Daniela Del Core@2015
