Codici militari duri da decrittare,
le riconosci dalle sinestesie ardite
dalle risalite e dalle brusche discese per
significati insignificanti,
le riconosci dalle valli marine lasciate
a essiccare da un sole sotterraneo,
da un poeta sconnesso dal resto del mondo,
contenuti vaghi sull’altare di una forma
ricercata che cerca se stessa e non si trova,
non si trova la formula magica della poesia
perfetta limpida essenza cristallina
votata alla visione allucinata priva di sostanza,
al sesto senso empatico, al nervo simpatico,
sono un poeta della ricerca che cerca se stesso
e non si trova,
non mi trovo non mi ritrovo con le critiche
ipercritiche di un circolo di critici che
s’intendono tra loro che
mi tacciano scacciano dai loro circuiti
elitari,
i poeti volgari compresi dal volgo
stanno sulla sponda in ostaggio della
prosa e cede e rovina
il terrapieno sotto i piedi dei poetastri
mentre predica il pescatore analfabeta
la parola che gli si è rivelata,
rilancia l’imbianchino una strofa inventata,
imita l’imitatore
plagia il plagiante
cammina lo zoppo.
E muore Lazzaro a ogni rima.
Daniela Del Core@2015
