Onorevole Vendola,
l’utero in affitto non è una questione personale, non è un diritto individuale esercitabile con il potere d’acquisto, non riguarda come molti sostengono oggi sui social network, il micro-cosmo di una coppia, il proprio hic et nunc, un latifondo dal quale riscuotere i frutti di un lavoro svolto da terzi. E’ una questione universale che riguarda l’umanità intera, in un’ottica orizzontale, non volendo oggi essere zittita come “cattolica” alla stregua di un insulto, sinonimo di “retrograda”.
Parlo da agnostica.
La vita non si compra e non si affitta. Il bambino non è un articolo di scambio. Non esiste il diritto individuale ad avere un bambino. Che tale pratica sia legale in certi Stati, non vuol dire che sia automaticamente giusta.
Disapprovo il gesto politico e umano di Vendola al quale mi rivolgo.
Non sono una squadrista, non commento dai bassifondi dei social e della politica, come chiosa nel Suo status social. Sono apolitica, madre e insegnante disoccupata, dotata di elasticità mentale e avversa a ogni forma di volgarità e di discriminazione ai danni degli INDIFESI.
Lei avrebbe potuto dare un esempio di grande generosità adottando un bambino già nato. Era questo che andavate tutti sostenendo con la logica del “meglio la padella che la brace“, meglio essere adottati da una coppia gay (che si presupponeva sempre migliore di una coppia etero) che marcire in un orfanotrofio (che si presupponeva sempre squallido al pari di un lager nazista).
Lei sostiene che l’utero in affitto non le piace come espressione, forse perché Le rivela in tutta la sua crudezza la vera natura di questa pratica, nella prospettiva egoistica e consumistica del “desidero un figlio e siccome non posso, me lo fabbrico, me lo compro”. Si definisce Transumanesimo. Mercimonio di donne e di bambini, mercificazione della vita umana, che è sacra di là da ogni religiosità, di là da ogni speculazione filosofica. Alla madre “surrogata”, seguita da uno psicologo per tutto l'”iter”, ossia per tutta la durata della gravidanza, le si ripete ossessivamente che il figlio non è il suo! Non sia mai che la donna in questione cominci a nutrire un qualche sentimento di affetto o attaccamento alla vita che porta in grembo. Mi domando cosa succeda nel cervello di queste donne, quando dicono più volte al giorno, guardandosi il pancione: “non è mio figlio, non è mio figlio”. E mi domando: il feto avvertirà questo rifiuto materno? Che ne sa lui che quella è soltanto una madre surrogata? Si domanderà: “Ma che problemi ha mia madre? Perché mi rifiuta ogni giorno?”. Ipotizzo. Che ne so io di ciò che può pensare un feto? Lo sapranno gli scienziati forse, gli psicologi, i sociologi. O forse non lo sa nessuno.
Per chi non sappia ancora cosa sia il Transumanesimo, è di febbraio la notizia che a Tokyo, un team di ricercatori ha messo a punto una tecnica chiamata EUFI – incubazione fetale extrauterina, senza la necessità di usare una donna, ma feti di capra, sospesi in incubatrici contenenti liquido amniotico artificiale.
Leggo i commenti di molte persone che sono talmente accecate dalla loro personale crociata a favore delle adozioni-gay, che non si rendono neppure conto che l’adozione e l’utero in affitto sono due pratiche totalmente scollegate. Aggiungo che la maternità surrogata è sfruttamento di donne consenzienti o meno, al pari della prostituzione. E non capisco come si sia potuto arrivare a questo punto, dopo decenni di lotta femminista. Non vedo alcuna emancipazione della donna, vedo soltanto l'”uso della femmina” per fini egoistici.
Auguro comunque ogni bene al figlio del Suo compagno, che è un nuovo nato e merita di vivere una vita degna, fatta non soltanto di amore ma di rispetto e del godimento di diritti considerati inalienabili dell’uomo, tra cui aggiungerei il diritto alla propria identità genetica.
Cordialità.
Daniela Del Core.
Per approfondimenti:
Paolo Crepet sulle imprevedibili conseguenze psicologiche per un bimbo nato dall’utero in affitto.
Coppie gay italiane all’estero per un’adozione.
http://www.tempi.it/la-battaglia-di-stephanie-raeymaekers-nata-in-provetta
http://www.vanityfair.it/news/mondo/15/11/20/stephanie-figlia-provetta

Credo siano le donne ad avere difficoltà nel problema dell’utero in affitto. (brutta frase) La donna ha 9 mesi di tempo per condividere i movimenti, i calci di quello che è nel suo ventre. Darlo via dopo il parto può essere doloroso. Sono atea e priva di eccessi etici. L’uomo, purtroppo per lui, ha per natura l’impossibilità di vivere questi 9 mesi. E’ tutto qui. Auguri a Vendola e a suo figlio, vedrà che la legge sull’adozione consentirà alle coppie gay di adottare i loro figli. Ammetto: le coppie lesbiche le accetterei più facilmente, sempre per quei 9 mesi. Ma sarebbe discriminazione e allora non si può. Comunque avrei preferito che la legge passasse nella sua interezza. Le chiacchiere invece sul ‘non obbligo della fedeltà’ sono così ovvie che mi meraviglio che nessuno le chiarisca. Il tradimento nelle coppie etero può generare figli, nelle coppie omosessuali no. Dov’è il problema?
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Hai ragione Gina, ho aggiunto all’articolo anche il punto di vista della donna surrogata, alla quale, (tutto documentato) viene ripetuto e ricordato che il feto che porta in grembo non è suo figlio. Si fa tanto un gran parlare di vita intra-uterina, di musica classica per far rilassare il neonato, di ginnastica in acqua per tranquilizzarlo, e poi gli spariamo nel sangue, questo continuo rifiuto materno.
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o forse tutte queste storie che ci sentiamo raccontare sulla musica classica e ginnastica in acqua, al di là del piacere e benessere che danno alla madre, sono solo delle balle senza fondamento scientifico, che hanno creato un marketing e quindi un giro di soldi e galline da spennare?
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Forse sono balle come dice Lei. O forse no. Questo è il punto. Il FORSE.
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cara Gina anch’io .. avrei preferito che legge passasse nella sua interezza .. però ho notato quanti retaggi mentali ancora ci sono.. mi fa capire che in Italia dobbiamo fare tutti ancora dei passi avanti .. Appunto quello che è consentito alle coppie etero viene PROIBITO alle Omo .. ma chi l’ha detto .. di fronte all’amore siamo tutti UGUALI..!
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Visto che siamo tutti uguali perché a te e stato concesso usare la parola mamma e a quel povero bambino no
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Lo ripeto, brava, una riflessione importante perché riporta il ragionamento sulla condizione della donna.
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La discussione è molto interessante. Mi chiedo per quale motivo avete il bisogno di definirvi agnostica e atea…forse per chiarire che avete un pensiero libero?…non mi pare.
Quante donne abbandonano i figli subito dopo il parto?
Quante donne soffrono di depressione post partum?
Quante donne abortiscono arrogandisi il diritto di non definire vita un feto di 2 mesi stando attente a non superare il terzo mese?
Credo che da agnostica lei ammetterà che c’è qualcosa di buono in tutte le religioni e nelle culture che definiamo altre rispetto alla nostra…quindi le chiedo, secondo lei il popolo californiano è un surrogato umano privo di valori?
Cosa deve fare un gay che vuole un figlio?
Voi donne dovreste capire cosa vuol dire desiderare un figlio.
Un gay non può né adottare né avere un utero in prestito quindi cosa deve fare?
nessuno è contro i gay ma l’importante è che non abbiano certi desideri?
Continuate pure ad abortire pensando che a 3 mesi non è vita ma non parlate di utero in affitto.
Vendola ha creato la vita mentre chi abortisce la distrugge.
Quest’ultimo principio costruttivo è l’unico fondamento naturale.
Libero pensatore
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1)In realtà, sono contraria all’aborto utilizzato come metodo contraccettivo e favorevole nel caso in cui la gravidanza possa portare serie complicanze anche fatali alla madre. 2)Vendola non ha creato la vita, si è affidato a una clinica, a un team di medici, a al seme di un uomo e alla “collaborazione” di due donne. Non vorrei essere il figlio di una tale progetto a tavolino. 3)Il mio definirmi agnostica, a parte essere un’affermazione vera, serve per svincolarmi da subito dalle etichette quali cattolica, moralista, bigotta, retrograda, ipocrita, che fioccano sui social non appena si cerca di imbastire un argomento che “sembra” andare contro ai gay. Volevo andare dritto al nocciolo della questione. E la questione è l’insulto violento e sgrammaticato a chi non si conforma a quella che pare essere una dittatura del pensiero. Non si può dissentire su nulla, soprattutto su certi temi “caldi”. 4)L’adulto che desidera un bambino e si trova impossibilitato ad averlo, rinuncia! So che è una risposta dura da accettare, ma ribadisco che non esiste il diritto ad adottare, ma il diritto del BAMBINO a essere adottato. La faccenda è tutta focalizzata sul desiderio degli adulti. Non leggo mai e dico mai da nessuna parte una parola spesa nell’ottica del futuro nascituro, che non ha alcuna voce in capitolo, alcuna certezza, alcun diritto, alcuna tutela. Questo è quanto.
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il fatto che non voglia esserlo lei non implica che automaticamente i figli di maternità surrogate siano infelici o avrebbero preferito non nascere. non estendiamo ad altri il nostro punto di vista. questo è quello che fanno le religioni, voler imporre a tutti il proprio modo di vedere le cose. purtroppo si può essere bigotti anche senza essere credenti. e mi piacerebbe frequentare gli stessi social che frequenta lei, io su Facebook vedo soprattutto intolleranza e omofobia. sul diritto ad adottare, in Italia gay e single non possono, dunque dire “invece che farlo nascere con la gestazione per altri poteva adottarlo” è una cazzata perchè no, non poteva.
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In realtà, non volendo accanirmi sul caso specifico, molti italiani che ricorrono all’utero in affitto, vanno all’estero perché in Italia è illegale, della serie, fatta la legge, troviamo comunque un modo per eluderla. Anche il matrimonio tra omosessuali è illegale in Italia e la Concia si è sposata in Germania. Stando a questa logica, una coppia di omosessuali italiani può e adotta un figlio all’estero. Il tutto documentato in questo link: http://www.linkiesta.it/it/article/2014/01/16/sempre-piu-coppie-gay-vanno-allestero-per-unadozione/18926/. Ma ribadisco, non è questo il punto. Non mi interessa e sarei un mostro a decidere quali persone possono adottare un figlio e quali no. Non sono qui a dire che gli omosessuali devono rinunciare all’adozione. Sono qui a dire che l’utero in affitto è compravendita di bambini, hic et simpliciter.
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I desideri sono desideri e ognuno ha legittimamente i suoi. La loro realizzazione pratica è però altra cosa. Un uomo + un uomo non produce figli: è un fondamento naturale. Una donna + una donna non produce figli: è un fondamento naturale. Un uomo + una donna, forse possono produrre figli, se tutto “funziona”. E’ un fondamento naturale, e la Natura conosce bene quel che deve fare. L’uomo per niente, per lo più.
La verità è che un desiderio non legittima di per sè la sua attuazione; ci sono dei desideri che diventano solo espressioni egoiche, come quelli che finiscono con l’utero in affitto e si traducono non solo nell’uso del corpo di una donna, negli aspetti già detti nell’articolo qui sopra; non solo avvicinano al Transumanesimo, che è la strada maestra per diventare disumani ma negano a priori il diritto del bambino ad avere entrambi i genitori, mamma e papà; lo costringono ad una vita intrauterina e perinatale drammatica tra abbandoni, freddezze emotive, fratelli e sorelle dispersi tra provette e inseminazioni andati a male, confusioni ambientali e quant’altro: che non sono invenzioni strumentali e ideologiche ma che persino gli studi scientifici hanno dimostrato essere reali e che influeranno in qualche modo nella vita del bambino. Senza entrare nel merito delle valenze spirituali.
Poi, mi si permetta: sottolineare tutte le “distorsioni esperienziali” che la vita offre nel concreto ad un bambino è voler mescolare le carte per mancanza di argomenti. Strategia perfetta per dimostrare di avere sempre ragione. A parte questo, che non invalida i principi fondanti dei diritti dei bambini e della realtà della vita, mi permetto un’altra considerazione: i genitori omosessuali che scelgono l’utero in affitto (scomodo dare il nome alle cose, quando rende esattamente la realtà, vero?) non saranno statisticamente nei fatti genitori migliori di quelli omosessuali e prima o poi – purtroppo – le casistiche dimostreranno che anche loro avranno comportamenti che non sono esemplari. Perchè anche loro sono uomini e donne come tutti, con la stessa statistica di disgrazie, meschinerie eccetera eccetera. Certo, probabilmente non lasceranno un figlio pagato fior di quattrini, magari scelto nei caratteri ereditari selezionati.. ma quanto ad abusi, maltrattamenti (che poi il primo maltrattamento l’hanno regalato con il percorso di concepimento e gravidanza): non che ne sia felice nell’affermarlo, ma alla fine, purtroppo, quando questa genitorialità (tradita e alterata) diventasse una normalità e il livello di attenzione personale e sociale si abbassasse… vedremo come andranno “statisticamente nella norma” le cose…
Infine: che certuni diano degli omofobi a chi esprime le perplessità e sottolinea i temi che rendono evidente che non si può avallare la pratica dell’utero in affitto (a prescindere da chi lo vuole utilizzare, coppia etero o gay) mi fa sorridere; qui non si tratta di posizioni e opinioni relative all’orientamento sessuale, per nulla, ma di fare riflessioni che pongono le basi della nostra civiltà, della nostra cultura, del nostro essere umani.
E lo conferma anche una riflessione che ha portato, in Francia, associazioni anche lgbt a chiedere l’abolizione mondiale della pratica orrenda dell’utero in affitto: http://www.lifegate.it/persone/news/abolizione-universale-dellutero-affitto-parte-dalla-francia-il-movimento
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Si tratta dell’associazione Homovox. In un’intervista, Nathalie de Williencourt, il portavoce di questo collettivo di cittadini francesi omosessuali spiega: “È importante capire che in Francia nella legge non ci sono distinzioni tra il matrimonio e l’adozione: tutte le coppie sposate hanno il diritto di adottare. Quando si propone il matrimonio per gli omosessuali, esso comprende automaticamente l’adozione. Non c’è divisione come in altri paesi europei. Noi crediamo che i bambini abbiano il diritto ad avere un padre e una madre, possibilmente biologici, che possibilmente si amino. Un figlio nasce dal frutto dell’amore di suo padre e di sua madre e ha il diritto di conoscerli. Se le coppie omosessuali adottano dei bambini che sono già privati dei loro genitori biologici, allora li si priva di un padre e di una madre una seconda volta. Questa legge in Francia è stata fatta nel dopoguerra, quando c’erano molti bambini da adottare e si voleva dare loro dei genitori. L’adozione però non è un diritto degli adulti, serve a donare dei genitori ai bambini che non ne hanno, ma oggi non è più così.” Porto questo stralcio a riprova del fatto che sia l’omosessuale che l’eterosessuale può pensare con la propria testa, senza per forza rifarsi a un Manifesto, di cui non conosciamo le conseguenze a lungo termine sulle future generazioni.
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anche il cancro è naturale, morire di cancro è naturale mentre la chemioterapia non lo è. allora in nome della naturalità smettiamo di curarci? si può avere un’opinione sull’argomento che è comunque delicato, nessuno lo nega, e ovviamente mi aspetto che questo voi lo pensiate sia nel caso di coppie etero che omo-sessuali (altrimenti si, siete omofobi), ma fin’ora gli argomenti a sostegno di queste opinioni sono molto deboli.
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Omofobia è un termine scorretto come xenofobia. Non esiste alcuna fobia, soltanto razzismo e discriminazione. Non mi riconosco nella definizione. L’esempio della malattia non è pertinente. Il cancro non me lo cerco, non me lo procuro, può accadermi come evento naturale. Per fortuna, la scienza e la medicina studia un modo per salvarmi e io ne beneficio, perché non sono contraria all’uso ragionato della medicina, non sono contraria a ciò che è “artificiale”, non sono contraria alla protesi all’anca, non sono contraria agli antibiotici. Sono dalla parte dei medici seri e coscienziosi. Ma una vita umana che ha bisogno di radici, di capire da dove sia venuta, da quale incontro, da quale amore, da quale distrazione, non è una protesi, non è un rene trapiantato, non è un mano. E’ una mente, e credo che la differenza sia sostanziale. Il rene non cogita “ergo non est”, il feto cogita “ergo est”.
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Può provare qui a confutare la mia tesi o a sostenere la sua, con argomentazioni più forti, se le pare.
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Vendola ha comprato una vita..non l ha creata…non ci ha messo neanche il suo sperma. Vedo il problema in questo..comprare una donna per farla procreare per te.Che uno sia in coppia etero o gay ..entrambi possono essere buoni o cattivi genitori…ma creare donne che si vendono per fare figli apre la via allo sfruttamento. Teovo assurdo che da noi neanche un single possa adottare ma questo e un altro problema
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Sono completamente d’accordo su tutto. Ma soprattutto perché non pensiamo al bambino ai suoi sentimenti alle sue elaborazioni mentali e psicologiche una volta adulto? Perché non vestiamo i panni di quel bambino e proviamo a elaborare un pensiero su questa modalità di nascita?
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Mi presento sono Paola. Etero ma ally che vuol dire alleata, degli amici gay delle amiche lesbiche trans e intersessuali nella faticosa strada per il riconoscimento sociale e giuridico. Credo infatti che non ci sia da discutere sulla moralità di questa o quella cosa, o ergersi a paladini antiabortisti per difendere la pratica della maternità surrogata pur di avere ragione della discussione in atto. Il punto è il riconoscimento. La realtà è davanti ai nostri occhi già viva e fatta di persone e di affetti veri. Occorre trovare il modo giuridico e sociale di includere, di riconoscere. Al di là dei nostri personali giudizi etici. Ognuno di noi ha una sua visione e va rispettata. Ma dire che una visione vale più di un’altra non è più morale.
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Non mi ergo a paladina antiabortista. Ho già detto di essere favorevole all’aborto nei casi in cui la gravidanza comporti gravi rischi alla madre. La distorsione e l’estrapolazione di frasi non giova al ragionamento. Il riconoscimento dei diritti di tutti è dire “tutto e niente”. E non discuto della realtà già davanti ai nostri occhi. Porgetemi un neonato nato da un utero in affitto e lo amerò sino alla morte. Discuto sul benessere psicofisico del bambino che apprenderà le origini della sua nascita. Discuto lo sfruttamento delle donne costrette o meno ad affittare il proprio grembo. Il fatto che una donna si prostituisca volontariamente, non mi nobilita la pratica. A voler fare un esempio di compravendita.
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mi spiace non poter rispondere ai singoli commenti, comunque:
1) grazie per il link, non sapevo che fosse possibile adottare all’estero pur rimanendo residenti in Italia. ci sono ancora molte cose che non mi sono chiare, comunque l’articolo è interessante (anche se non muove di una virgola la mia opinione sulla maternità surrogata essendo io per la libertà sessuale e riproduttiva più assoluta).
2) non ho detto a nessuno qui che è omofobo, ho solo detto che nel caso in cui si fosse contrari alla surrogazione solo per coppie omosessuali si tratterebbe di omofobia. mi sembra che non sia questo il caso di chi ha commentato qui, mi sembra che siate tutti contrari alla gestazione per altri e favorevoli alle adozioni per le coppie gay. dunque non siete omofobi, solo contrari come ho già detto alla gestazione per altri.
3) non sono io ad aver scritto un post sulla maternità surrogata, e non sono io a voler imporre la mia opinione personale al resto del mondo. essere contrari, dire “io non lo farei/non vorrei essere nato così” è un’opinione legittima e sacrosanta e non voglio qui convincere nessuno a cambiarla. quello che contesto è volerla imporre a tutti con un divieto sancito per legge. le vostre argomentazioni le trovo molto deboli e, appunto, personali ed opinabili, e ho già detto come la penso a riguardo. inoltre il proibizionismo non è mai la strada, proprio se vogliamo vederla dal punto di vista dello sfruttamento delle donne e il “mercimonio” di cui si parla tanto, ovvio che se in un certo paese è vietato si ricorrerà al paese che fa i prezzi più bassi, in cui le donne sono più povere, ecc. se qui fosse legale la cosa sarebbe diversa. bisognerebbe certo regolamentare in modo da evitare abusi, ma sappiate che molte donne lo fanno davvero come un gesto d’amore, e la cifra pagata dai genitori è solo un risarcimento spese. per dire, io non è escluso che lo farei per rendere felice una persona a cui voglio molto bene. inoltre, di bambini (alcuni ormai anche cresciuti) nati con questa tecnica ce ne sono ormai tanti e di materiale per stabilire se è poi davvero così dannosa o traumatica ce ne sarebbe. vi consiglio di leggere qualche intervista a queste famiglie, a questi ragazzi, a queste donne che offrono il proprio “corpo” per far felici altre coppie.
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Ma infatti Cosmic, il mio articolo voleva essere uno spunto di riflessione, perché mi creda anch’io cerco di informarmi il più possibile sugli argomenti che mi stanno a cuore. Ho cominciato un paio di mesi fa a leggere le interviste agli adolescenti americani cresciuti da coppie gay, proprio per capire meglio certe dinamiche. Se Lei avesse qualche link su interviste fatte a persone oramai adulte, nate con la pratica della maternità surrogata, La prego di postarlo nei commenti a beneficio dei lettori. E grazie a tutti per gli interventi civili e intelligenti.
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