Gli uomini e le donne sono uguali
cambia soltanto qualcosa nel corpo e nella mente
mi pare poco sufficiente per porgerla
in sposa a dieci anni infiocchettata da nastri
o infilata nella nera iuta,
perché l’uomo si veste e la donna si difende
l’uomo si sveste e la donna si denuda
l’uomo lavora e la donna si adempie,
uguali davanti alla legge ma non troppo
diversi ma non troppo simili
se è debole la donna
schiacciata nel mortaio degli uomini,
se una donna pensa con la propria testa
e non con le teste d’altri
deve muoversi da consumata spia sovietica
in una folla di maschi accalorati
un ninja in trasparenza a sfuggire sguardi
parole inopportune
giudizi etici politici e sociali,
deve la donna in bilico con otto braccia
parare i colpi e raccogliersi da sola
per strada deve raccogliere le sue quattro ossa
i pochi stracci
la sua valigia
scappare emigrare farsi largo
sulla scala sociale
sfondare il tetto dell’inferiorità
combattere contro la mediocrità di taluni
che la vogliono a casa inerme inerte
come un gas incolore inodore anestetica,
donna che assente col capo
donna che diventa capo,
crudele donna al comando che
non trova un uomo che la domi
una giovane puledra che recalcitra
che quasi t’implora lo schiaffo
come i cavalli la frusta o
i buoi il giogo sul collo
per essere meglio condotti.
Gli uomini e le donne sono uguali
solamente un quid pericoloso
uno scarto periglioso
sotto l’addome più sotto l’ombelico
dal quale tutti nascemmo,
per una sorta di amnesia
non ricordiamo il ventre collettivo
la donna col bambino
al quale non si apre il corridoio
si nega la precedenza
la destra l’antecedenza,
se è il sole che sta fermo o
è la luna a girargli intorno
se nacque prima la gallina e dopo
soltanto dopo nacque l’uovo.
