Controversi

Ultime revisioni.

 

 

Io non credo sia così cattivo

questo Dio che di tanto in tanto

ci manda all’inferno

con un biglietto

sgualcito

di sola andata.

A volte l’ho sentito

lamentarsi

di essere stato troppo

affrettato,

nero su bianco e

dito su pietra,

la sua legge ora è

immutabile.

So che più volte ha tentato

di cambiare

le regole del gioco,

di trovare una falla sulle tavole,

una clausola minuscola,

una dimenticanza,

con puntuale durezza

respinte

da lobby di anime devote.

 

Per questo non credo sia così cattivo

questo Dio che ci è toccato.

 

A volte l’ho scorto dalla finestra

socchiusa,

più spesso sorpreso a

passeggiare nudo

sul suo terrazzo,

e tutt’intorno

una nube di fumo nervoso

disegnava nel cielo

possibili vie d’uscita.

Daniela Del Core@2015

Controversi

Candido.

 

Non posso dirmi davvero ateo,

non sarebbe matematico

sbandierare verità

in piedi sul vetrino

con la luce puntata

di là del

microscopio.

Non posso dirmi davvero ateo

ma neppure devoto.

Non crederò

alle filosofie

insanguinate,

non appiccherò i roghi

inquisitori,

non partirò per le Crociate,

e per le vostre guerre sante.

 

Fratelli che non avrete la mia anima!

 

Io sono il cucciolo d’uomo

che guarda il cielo

alla prima goccia

di pioggia.

 

Sono il bambino nudo

che galleggia

nel grande diluvio universale.

Daniela Del Core@2015

Controversi

S-cultura.

Credo di aver litigato con gli aggettivi

me lo ripeteva spesso la maestra,

mettici più colore e calca la mano,

calca la mano sul foglio bianco

e mi doleva il polso e lo stomaco

il fiato sul collo che ho mal sopportato,

non mi riesce di essere allegra

mi perdoni se vesto soltanto di nero

mi perdoni se non mischio l’ocra nel terreno,

credo di avere smarrito le giuste parole

le combinazioni esatte

mi accompagnano intanto quelle sbagliate

si fanno beffe i verbi come vermi,

mi confondono il filo del discorso

e non scorro,

non riesco più a scorrere.

Credo di aver litigato con l’aria

non mi riempie il torace

sento di soffocare a volte

soffoco senza pensare

senza chiamare nessuno

perché nessuno risponde.

Me lo ripeteva spesso la maestra

devi cercare nelle crepe

devi frugare nelle pieghe,

ma non trovo che mosche volanti

sul muro e nel cielo

nei miei occhi visioni fugaci,

cerco stelle diurne per potermi orientare

il sole è un faro puntato che acceca,

mi brucia la pelle candida,

mi sento una statua a volte

a volte fingo di non capire

rimango immobile

inerme inerte silente e

faccio il sordo che non vuole sentire,

lo scemo che in guerra non vuole partire.

Me lo ripeteva spesso la maestra

dovevo scrivere,

riscrivere tutto per bene

per cento volte col gessetto sulla lavagna

fatto di gesso di bianco di statua,

le vesti infarinate

la faccia i capelli i piedi la mani

sono mutata lenta in una scultura disanimata.

Daniela Del Core@2005

Controversi

Di tutto un po’.

10734230_10205442515886403_2801285490999071782_n
– Musa Poetry Slam 2014

È un sapere frammentario il nostro,

senza un filo senza un nesso,

è un lancio di sabbia al vento

una coppa di mani che fa acqua

un fiato sordo nelle trombe otturate,

noi che sappiamo di tutto un po’

trivio quadrivio e federalismo,

un nulla cosmico che misuriamo nei grafici.

Data una retta e un punto e una direzione

otteniamo un vettore

che ci conduce

all’infinito

all’otto rovesciato

al rovescio di pioggia

al conato di vomito nella notte.

Noi che questo presunto sapere

lo certifichiamo in duplice lingua,

una la Madre,

e l’altra di uno Stato

che non sia lo Zimbabwe.

Infine signori

vi adornerete con garbo

conversando di finanza,

sarete le geishe dei vostri benefattori.

E mostrate comprensione,

o fingete di comprendere,

evitate la politica e

siate sopra ogni cosa tolleranti,

in cielo e in terra

sopportate,

e disteso il globo su una mappa,

ignorate che l’Oriente sia

una parte consistente,

che la Russia sia America-resistente,

e tracciati gli assi cartesiani

incontratevi cristiani,

imbattetevi a metà strada,

in-crociatevi nei quadranti,

croci-figgetevi

o croci-fuggite.

Daniela Del Core@2014

(poesia vincitrice Musa Poetry Slam 2014).

1460985_10205297165058102_117190600450085593_n
– foto di Silvana Kuhtz
Controversi

Olocausti.

images

 

E piantatela di mangiare carne

provate a piantarla nella terra

la carne non cresce

imputridisce e concima,

la carne non cresce sugli alberi

attecchisce alle ossa

allo scheletro di un corpo morto

o di un corpo vivo.

Piantatela di parlare di tagli pregiati

di teneri capretti rivoltati

di affondare la lama nell’anima,

un’anima non cristiana

che forse è soltanto un respiro

un soffio divino o alieno

ma una scintilla che trasmigra

o aleggia o cessa anch’essa.

 

Voi mangiate la vita e

scolate il sangue come vino,

vi recate dal medico

a sturarvi la coscienza che

ogni tanto si palesa si balena

anche quella divorata.

Dovreste vergognarvi

avete svuotato i mari dai tonni

i cieli dai tordi

vi siete ingoiati le stelle dai fondali.

Dovreste vergognarvi,

un fumo millenario

si leva dagli olocausti animali.

 

Dovreste ribellarvi.

Daniela Del Core@2015

Controversi

Quasi non mi muovo.

- foto da Pixabay

Sono una persona a chilometro zero,

quasi non mi muovo

vivo ancorata al pavimento,

quando mi hanno licenziata

ho finto la giusta tristezza,

ignorano gli altri

chi sono gli altri da noi?

che mi aggiro in casa contenta,

attendendo lo strabordio del caffè che ribolle

mentre sul vetro batte una pioggia

fine e bianca fatta di nebbia o forse è ovatta,

mi piace star ferma ancorata

e dalla finestra fuori osservo la gente

cosa resta della gente se ne

siamo esclusi, come sbattuti?

si muove l’economia verso vette più alte,

tutto si muove mentre fletto le gambe

afferro le mattonelle sconnesse

trovo appigli nuovi, raggomitolo a terra

perché anche la terra sento che muove

vola assieme alle nuvole

lanciata dentro al Sistema

verso altre galassie,

e lo spazio tutto si muove dentro qualcosa

o forse è sospeso nel vuoto,

tutto fila via e scivola verso un buco nero

un portale parallelo,

e tutti paiono allegri

tutti saltano e corrono, conigli che lavorano,

e non si accorgono che il tempo se li porta

se li porta via,

le mie lancette spostate all’indietro

ogni giorno arretro di un’ora per

sfuggire alla corsa folle di un intero universo.

Daniela Del Core@2015

 

 

Controversi

Vaneggiamenti.

 

Io non so se Hitler sia ancora vivo

e se Paul McCartney sia davvero morto,

non so se ogni giorno valga la pena di alzarmi

prendere le mie pillole per funzionare

per vivere ancora cent’anni.

Che senso ha invecchiare,

piuttosto morirei da giovane combattente

su un suolo glorioso,

non voglio ritrovarmi in fila alla posta

a picchiare sulla testa i pensionati.

Amleto che mi vieni in sogno,

tu pensa a Gesù che nasce e muore

dopo quattro mesi

ogni anno da duemila anni,

deve essere complicato.

Ora smetto di pensare,

ma tu dammi lo stesso

un cielo stellato

un bicchiere di vino

un caldo camino

un ciocco di ulivo

quattro baci

e le ruote a mezz’aria

di bambini incoscienti.

Daniela Del Core @2005

Controversi

A mia figlia.

La mattina che mi alzo e

decido di stare bene

provo anche questo trucco

e lo so che è una magia da

prestigiatore scalzo,

la mattina che decido

riesco anche a stare bene,

e penso che la mente

si possa ingannare a piacimento

quasi mi spavento,

quasi non ci credo

sia così facile

ingannarci a piacimento,

la mattina che decido

è quasi sempre surreale

il sole è poco limpido

il cielo nuvolo

il caffè annacquato,

quasi mi spavento che

tutto l’universo

obbedisca a questo trucco

da mago di cartacce.

La mattina che decido

di essere felice,

incontro poche facce

ascolto molti silenzi:

il latrato del mio cane

che mi aspetta in cortile,

il gatto che reclama cibo

il ticchettio dell’orologio.

Soltanto il suo sorriso

non è mai truccato,

ha la forza di un istinto

che prorompe

e mi rimette al mondo.

 

Ogni giorno rinasco da mia figlia.

Daniela Del Core @2015

Controversi

Diffidate dei poeti.

- foto dal concerto "I poeti non vivono" con Piero Sansò e Patrizia Di Lorenzo.
– foto dal concerto “I poeti non vivono” con Piero Sansò e Patrizia Di Lorenzo.

Diffidate dei poeti,

vendono stelle ai ciechi

e musiche ai non udenti.

Vi raccontano faccende che

non sono mai accadute,

vi parlano di donne belle

che in realtà sono brutte.

Diffidate dei poeti,

scrittori deliranti

sempre lì a dissacrare e

a lamentare le falle di un sistema

che di fatto li ha battuti,

diffidate dei poeti in preda

agli incubi notturni,

mentre cercano nei cassetti

parole come fazzoletti,

finali come suggelli.

Diffidate dei poeti.

Daniela Del Core @2015

Controversi

Adolescente su tela.

 

Ho deciso di scrivere una poesia breve

lo faccio per te che non hai pazienza

che corri alla fine per la fretta

perché sei giovane e non puoi aspettare

devi scoprire subito il senso

per dirmi che avresti fatto

meglio o peggio di così,

ti scrivo una mia breve

per dirti di provare a riflettere

sul terzo verso

sull’alternanza dei giorni felici,

sull’insistenza di quelli tristi.

Se vuoi ti regalo un cielo fumoso

o un sole battente

una finestra spalancata

sull’Atlantico,

ti regalo la calma di certi passi

la carta rossa della caramella

il sasso di una spiaggia spazzata

l’eternità dei pomeriggi infantili

e il ricordo di noi bambini sospesi

tra la noia e un nuovo gioco.

Daniela Del Core @ 2015