Controversi

In cerca.

 

pixel-vfl3z5WfWNon mi meravigli come un notturno

in pieno giorno tra le stelle ti cerco

senza afferrarti, mi sfuggi tra le dita

c’era qualcosa, acqua che gocciola e

scivola via a raccogliersi nel mare

sotto c’è una tempesta di onde che

atterrisce, non mi meravigli come

un’ancora conficcata nel cielo

spaccato, cerco un senso al mio

essere su questa tela scivolosa,

deve essere l’olio su cui cammino

a farmi perdere l’equilibrio e le staffe,

ho febbre che mi brucia le labbra,

mi spacca la pelle argilla riarsa,

non mi meravigli nello sguardo

ghiacciato che sublima vapore

azzurrino è il tuo nome, celeste il viso

sei l’angelo figurato che vola

nei sogni disperati degli scampati,

non mi meravigli nel portamento divino

che si addice poco alle tue pistole fumanti,

cerco di afferrare uno straccio di coraggio

questo esserci con il cuore che non ho,

consumato troppo presto, giocato

a carte forse e perso e non importa.

 

Non mi meravigli che io sia qua

a contemplare la tua nuda verità

con le mie quattro ossa plastiche.

Daniela Del Core @2016

Controversi

Sulle tracce di Ossian.

Sono morta dentro non fuori

fuori piove sui mirti silvestri

dentro radicano vecchie paure

e fuori spuntano rami dal cuore.

Un sasso dentro il cervello si

è sistemato bene, esplodono

gemme ovunque tra i miei piedi

e le mie mani, e sono allergica

alla parietaria che mi sbuca dalle

narici, alla muraiola che mi faceva starnutire

e adesso figlia foglie nelle orecchie

a seguire il corso del sole;

e dagli occhi, dai miei splendidi occhi

sono spuntati due grandi girasoli

a indicare le stella polare.

Fuori non dentro e dentro non fuori,

adesso non prima non dopo

adesso sono in pace con l’universo.

Daniela Del Core@2015

Controversi

May-day, may-day (seconda parte)

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– foto tratta da La Stampa

Voi con i vostri family day
voi con i vostri gay pride
voi con le pance piene e le menti vuote,
voi con le vostre crociate spicciole
voi con i vostri spiccioli lanciati nel cappello,
voi con le grasse bistecche tra i denti,
voi nella vostre case calde,

considerate se questi sono uomini
che vivono nel fango
che non conoscono pace
che lottano per mezzo pane
che muoiono per un sì o per un no.

Voi che per voi i bambini sono sacri
che meritano una madre e un padre
o due padri o due madri
ricchezza se aggiungiamo i nonni,
voi che non li salvate,
voi che tutti i giorni li ammazzate
in fiumane di parole scontate,

Fate passare i bambini!

Daniela Del Core@2015

May day (prima parte)

Controversi

May-day.

 

Sono mesi che osservo in silenzio

il salto della pulce nel cerchio infuocato

uno spettacolo interstellare pronto

come un pacchetto infiocchettato,

qualcuno grida allo Stato come allo scandalo,

gente pronta con i bastoni e le verghe

per garantire e non garantire i diritti,

quali diritti sulla vita? quali diritti sulla morte?

E sono tutti egualmente violenti

e nessuno pensa ai bambini

e nessuno pensa ai gatti

e nessuno che cacci un soldo

e nessuno che abbatta un muro

che tenda una mano o che faccia un sorriso

mentre attendiamo la nuova rivelazione

la nuova occupazione a quarant’anni

può dolere la schiena e il sudore non gronda,

basterebbe smettere di lavorare per gli altri

contentarsi di poco o di niente,

l’inganno delle frontiere aperte per

reclutare le risorse umane che si esauriscono

come acque dalle fonti,

siamo risorse esauribili,

datemi un altro corpo e nuove braccia

gambe che pompano come pistoni,

datemi le menti migliori

urla la Germania riformata,

la Storia si ripete e riecheggiano gli

abissi marini di urla innocenti,

stringono le mani, scendono a patti,

datemi un utero in conto visione,

datemi monete sonanti e carte di accredito,

mi addebitano il costo in tempo reale,

ché il tempo non esiste l’hanno distrutto

gli scienziati che mi esplodono le bombe

sottoterra e cede il terrapieno fortificato,

si spacca la terra come  una noce secca

refrattaria sotto il martello di piombo,

gli anni di piombo sono tornati in una

danza erotica tra il Sud e il Nord,

prima che ti si possa congelare il naso

mettendo il naso fuori dalla porta,

vorrei che il Papa si trasferisse nella Subsahariana,

avrebbe figli infiniti d’adottare

e banchetti da imbandire prima della messa,

e preghiere di pace da lanciare come sassi sulla testa,

vorrei aspirarvi il petrolio dall’arteria

userei un ago per materassi e una pompa per il vuoto,

mi sento sottovuoto spinto e non lo sono,

c’è troppo odio nelle parole nei gesti e nelle facce

verdi come extraterrestri, e l’invidia per chi

sta peggio perché poi starà meglio

e per chi sta meglio che poi starà peggio,

e non c’è un centesimo d’amore,

un filo d’erba che non sia sintetico

un osso che non sia marcio

un pensiero che non sia autentico

mentre i vampiri in coda elemosinano

sangue davanti le banche trasfusionali.

Daniela Del Core@2016

Controversi

Reminiscenze.

 

Tendo a essere una persona per bene
nei giorni pari

e continuo a tratti
nei giorni dispari,
ma tu che scrivi quattro parole
in colonna
appellandoti poeta e non ti nego
lo status,
tu fratello dovevi pur esserci quando insieme
abbiamo varcato il Terzo Millennio,
che tempo ne è passato da Cielo d’Alcamo,
tu le devi pure ascoltare le parole
che attraversano l’etere,
il lauro caro al Petrarca sopravvive
nei parchi sub-urbani
e le rose selvatiche si arrampicano ai pali della luce,
io vorrei destarti dal tuo onirico possibile,
tav no tav
malasanità
anti-vaccinisti
Illuminati vaticanisti,
io mi chiedo da dove tiri fuori la

g i n e s t r a,
ché io credo al mondo l’abbiamo avvistata
nell’ordine
i vivaisti, i botanici e il caro Leopardi.

Daniela Del Core@2015

 

Controversi

11/01/16

 

Trovarti devi nel posto giusto con un abito

di rappresentanza, meglio un uniforme

che si capisca subito chi tu sia e cosa faccia

arrivare sulle vette di un successo planetario

incantare le masse come cobra dai cesti

un piede sullo squilibrio del funambolo,

passare per inferni visionari per paradisi slavati

espiare nessun dolore nessun dolore

devi essere un alieno, un non umano,

uno di quelli che cammina  sui teschi bianchi

sulle scapole di ossa, un monarca

splendente che canta musica celeste,

sempre più in alto con noi sotto che applaudiamo

il grande trapassato che passa anch’egli,

egli passa non ritorna o forse è intorno,

siamo tristi quando scopri che muore

l’ultimo eroe travestito di pelle elastica,

quale speranza per chi non crede?

quale speranza la musica riecheggia fantasmi

di voci, urli grida senza lo stesso effetto

dimesso triste sei un dimesso,  un impiegato

di concetto senza concetti senza pensieri con

la radio in testa connessa ai segnali universali

che non decifri non capisci il nesso il senso,

attendi un turno che non arriva,  avverti

profondo il distacco di chi ha potuto giocare

fino in fondo

di chi ha voluto cercare un altro modo

un gioco semplice a purgare gli anni e non solitari

attorno al tavolo degli avi accigliati,

la tristezza a starti una spanna sopra tutta la vita

sopra la tua testa incassata nelle spalle

a farsi leva sulle gambe capovolto

l’orizzonte a rivedere il sole e le altre stelle.

Dovresti rinascere mille volte da te stesso

per poterlo afferrare.

Daniela Del Core@2016

Controversi

Contemporanee.

 

Codici militari duri da decrittare,

le riconosci dalle sinestesie ardite

dalle risalite e dalle brusche discese per

significati insignificanti,

le riconosci dalle valli marine lasciate

a essiccare da un sole sotterraneo,

da un poeta sconnesso dal resto del mondo,

contenuti vaghi sull’altare di una forma

ricercata che cerca se stessa e non si trova,

non si trova la formula magica della poesia

perfetta limpida essenza cristallina

votata alla visione allucinata priva di sostanza,

al sesto senso empatico, al nervo simpatico,

sono un poeta della ricerca che cerca se stesso

e non si trova,

non mi trovo non mi ritrovo con le critiche

ipercritiche di un circolo di critici che

s’intendono tra loro che

mi tacciano scacciano dai loro circuiti

elitari,

i poeti volgari compresi dal volgo

stanno sulla sponda in ostaggio della

prosa e cede e rovina

il terrapieno sotto i piedi dei poetastri

mentre predica il pescatore analfabeta

la parola che gli si è rivelata,

rilancia l’imbianchino una strofa inventata,

imita l’imitatore

plagia il plagiante

cammina lo zoppo.

E muore Lazzaro a ogni rima.

Daniela Del Core@2015

Controversi

Liquidami.

Liquidami con un addio o

Inno alla gioia,

cospargimi il capo di cenere,

indossa il vestito più nero

sputa il boccone amaro dell’indifferenza

e ingoia le sorsate di mare

che si agita dentro le viscere afflitte

dal silenzio complice degli intellettuali.

Liquidami con parole antiche

sussurrate nelle orecchie degli illetterati,

scompigliami la giornata scandita

dagli uffici multi nazionalizzati,

stupisci il tabaccaio in corsa al ladro

di monete sonanti,

sorpassami accanto con la lentezza

degli ultracentenari e

con la saggezza dei nostri avi.

Liquidami d’argento fuso

fammi un urlo imbalsamato,

una statua di silicio sfarinato,

non darmi in pasto il tuo amore

omogeneizzato,

ché mi si rivolta l’universo presocratico,

la nonna nella tomba

il bisnonno deportato.

Liquidami di acqua mineralizzata

bagnami di pioggia non contaminata

trovami il bandolo della matassa impigliata

nella plastica contemporanea.

Liquidami di parole fatte pietre

di sassi come strali

di saette come segnali,

liquidami con i baci aggrovigliati

con gli abbracci ingarbugliati

come accordi musicali.

Liquid-ami.

Daniela Del Core@2015

Controversi

Bella.

Sei bella come una mela intatta

prima del peccato originale,

una bambolina seduta in dispensa

prima che il Serpente menta,

sei bella come una bicicletta

o una fragranza di pane

prima e durante il temporale,

sei bella come il sole che albeggia

prima del cicalio del cellulare.

Non credo sia il viso o il corpo o

lo spirito che pure si muove tra

le tue scarpe e il pavimento,

c’è un tetto di cristallo che scricchiola

sopra la tua testa che ti tiene salda

a terra e ti impedisce di volare

assieme alle nuvole nel cielo invernale.

Meriteresti di stare sopra i capi chini

e tristi che spuntano nei giorni di festa,

sei bella come il sabato prima di domenica

e che tu lo sia anche fuori è certo

che tu sia bella anche dentro.

Sei bella più di questo Natale.

Daniela Del Core@2015