Chino la testa di lato
da un orecchio scivola via
lenta una parola che condensa
a terra prende forma sul ghiaccio,
potresti leggerla per capire
le mani vibranti e il battito affrettato,
chino la testa in avanti
dal naso sgorgano versi
si raccolgono nel bianco di un
fazzoletto stirato,
potresti leggerli per capire
i miei rari sorrisi come
cicatrici smorte,
chino la testa all’indietro
dalla bocca scivolano le sillabe
in gola a ricomporsi nello stomaco,
potresti leggerle per capire
gli spasimi dell’attesa,
la processione dei giorni tutti uguali.
Chino la testa tra le mani,
potresti afferrarle e dare un soffio
sulla fronte che scotta,
fugheresti di certo le ombre
che velano gli occhi opachi,
e potresti sorridermi dentro,
a tentare una qualche forma
di salvezza superiore.
Ci si salva da soli dicono,
con le proprie forze intirizzite
con la logica diluita nella tisana,
ci si salva senza Dio con una favola
in un silenzio siderale.
Ma nella morsa delle tue braccia bollenti
una fragranza di forno asciuga
i pensieri crudi e li cuoce,
e ho qui tanti biscotti da mangiare.
Ci si salva meglio nel tuo abbraccio serale.
Daniela Del Core@2016.
