Controversi

A domanda si risponde…

Per gentile concessione della poetessa Donatella Gasparro:

12654653_818251184968719_1452982807319483196_n

foto: rossella petruzzi, appunti di fotografia selvatica

mi gratto la schiena fino a sanguinare
sono sola è vero ma non farmelo notare
sono molto più alta di quello che sembra
è che dormo a due metri dal pavimento
a due piani dalla terra
c’è una vista su questo antico bosco
che si può solo immaginare
peccato che i lecci non arrivassero al secondo piano
sì ma per fortuna si poteva volare

sono molto più alta di quello che sembra
è che dormo a due metri dal pavimento
il digitale terrestre però prende a stento
meglio, forse non c’è più posto
i rami fanno interferenza
gli uccelli cantano troppo
la coda della volpe riga di rosso
una macchia verde compatta
peccato tu non possa vederla da giù
non muoverti non muoverti se no scappa
lei non vola ma
corre veloce

sono molto più alta di quello che sembra
è che dormo a due metri dal pavimento
a qualche anno luce dal firmamento
ci sono un sacco di stelle in più da quassù
mi dispiace non possa vederle anche tu
giù tra i lecci le lucciole sì
ce ne sono di più
anche loro sanno volare ma
qui è troppo in alto non sanno arrivare
ma per fortuna si poteva atterrare
le sue ali da gigante gli impedivano di camminare

donatella gasparro © 2016

 

Donatella ha recitato questa poesia al Mesagne Poetry Slam 2016, io purtroppo non c’ero e non ho potuto ascoltarla. Leggo soltanto adesso di quanto questa poesia mi sembra affine in qualche modo a ciò che scrivevo stamane, e così a domanda, rispondo:

 

Prescrizioni mediche.

Tra i vari origami è insolito

ritrovarsi a raccogliere bacche

selvatiche nei ritagli di tempo,

cercare tra i crochi gialli un fiore

azzurro, una foglia di agrume,

rifatti i letti, mettere fuori il piede

da una casa rifugio che diventa

sempre più cella, apro i cassetti

per infilarci il terreno,

scendono rampicanti dal soffitto,

il basilico si espande in un

cespuglio selvaggio, ho della lavanda

tra i capelli, in vetrina bucce d’arance,

devo ritrovare gli odori o

le origini nel fango,

dottori dicono di tenere spalancati

gli occhi e le finestre,

respirare le stelle da un cielo vicino

creare mescolanze di colori e fragranze

trovare la formula dell’oro

zoppicare su tre certezze messe in croce,

si ripete un rituale quotidiano

sistema riordina ripensa rimugina

cinguetta il parrocchetto in  gabbia,

rovescio il latte per terra in cucina

è una lotta entropica in casa e fuori.

Ho deciso di assecondarla.

La giostra.

Daniela Del Core@2016

Controversi

Politiche giovanili.

 

La povertà mi fa male

Amore

non sai che dolore ogni volta

un centesimo dopo l’altro,

spendendo energia vitale

amarti crescerti giovarti,

mi fa male il denaro mancante

la fiducia risicata in un domani

di più verdi speranze

dollari facili e baci volanti.

Che dolore

Amore,

ho bisogno dei tuoi soldi,

quanti euro hai?

quanti soldi vuoi?

quanti ne vali nudo o vestito,

quanti ne possiamo guadagnare

come possiamo evadere

le tasse e dormire sereni?

Gli onesti hanno una coscienza

che lampeggia in riserva.

 

Come faremo la start-up?

E la joint venture?

E il venture capital?

E dov’è il fondo perduto?

S’è perduto e non si trova?

Avrò bisogno del tuo business plan?

Soffrirò del tuo jet lag?

 

Siamo giovani un po’ vecchi,

vecchi ancora giovani,

con o senza titoli

viviamo tra la soglia della povertà e

la mediocrità.

Amore cosa sta sotto di noi?

 

L’ A F R I C A

 

Amore

 

L’  A   F  R  I  C  A

 

nel suo cielo di lapislazzuli

di Cappella Sistina

uno spettacolo gratuito nel ronzio

delle zanzare,

ci cospargiamo di cenere o di fango,

mi stanco di lavorare,

vado fuori a cacciare un grasso cinghiale

o a coltivare grano saraceno,

ci serve il pane soltanto

Amore,

in Africa serve soltanto il pane.

Daniela Del Core@2016

Controversi

In quiete.

 

Io e te sulla grande zattera azzurra

ci salveremo a bordo di un concetto

impensato,

non ci crederanno gli angeli e

gli squali che ci girano in tondo,

che le idee non si pensano e

si sciolgono nel cioccolato,

io e te in una grande teiera di giada

attraverseremo il cosmo che

è fatto di onde increspate,

butteremo via il filtro assieme

malinconie celate.

Scanseremo i perché irrisolti a

raccogliere i bambini nostalgici

e i lupi ghiacciati, in una musica

dal fosso che tintinna i cristalli,

ci salveremo sul quinto cavallo indaco

a trotto nella tua pupilla.

Ci salverà un lucido paradosso innato.

Daniela Del Core@2016

Controversi

La cura.

 

Chino la testa di lato

da un orecchio scivola via

lenta una parola che condensa

a terra prende forma sul ghiaccio,

potresti leggerla per capire

le mani vibranti e il battito affrettato,

chino la testa in avanti

dal naso sgorgano versi

si raccolgono nel bianco di un

fazzoletto stirato,

potresti leggerli per capire

i miei rari sorrisi come

cicatrici smorte,

chino la testa all’indietro

dalla bocca scivolano le sillabe

in gola a ricomporsi nello stomaco,

potresti leggerle per capire

gli spasimi dell’attesa,

la processione dei giorni tutti uguali.

Chino la testa tra le mani,

potresti afferrarle e dare un soffio

sulla fronte che scotta,

fugheresti di certo le ombre

che velano gli occhi opachi,

e potresti sorridermi dentro,

a tentare una qualche forma

di salvezza superiore.

Ci si salva da soli dicono,

con le proprie forze intirizzite

con la logica diluita nella tisana,

ci si salva senza Dio con una favola

in un silenzio siderale.

 

Ma nella morsa delle tue braccia bollenti

una fragranza di forno asciuga

i pensieri crudi e li cuoce,

e ho qui tanti biscotti da mangiare.

 

Ci si salva meglio nel tuo abbraccio serale.

Daniela Del Core@2016.

Controversi

In cerca.

 

pixel-vfl3z5WfWNon mi meravigli come un notturno

in pieno giorno tra le stelle ti cerco

senza afferrarti, mi sfuggi tra le dita

c’era qualcosa, acqua che gocciola e

scivola via a raccogliersi nel mare

sotto c’è una tempesta di onde che

atterrisce, non mi meravigli come

un’ancora conficcata nel cielo

spaccato, cerco un senso al mio

essere su questa tela scivolosa,

deve essere l’olio su cui cammino

a farmi perdere l’equilibrio e le staffe,

ho febbre che mi brucia le labbra,

mi spacca la pelle argilla riarsa,

non mi meravigli nello sguardo

ghiacciato che sublima vapore

azzurrino è il tuo nome, celeste il viso

sei l’angelo figurato che vola

nei sogni disperati degli scampati,

non mi meravigli nel portamento divino

che si addice poco alle tue pistole fumanti,

cerco di afferrare uno straccio di coraggio

questo esserci con il cuore che non ho,

consumato troppo presto, giocato

a carte forse e perso e non importa.

 

Non mi meravigli che io sia qua

a contemplare la tua nuda verità

con le mie quattro ossa plastiche.

Daniela Del Core @2016

Controversi

Sulle tracce di Ossian.

Sono morta dentro non fuori

fuori piove sui mirti silvestri

dentro radicano vecchie paure

e fuori spuntano rami dal cuore.

Un sasso dentro il cervello si

è sistemato bene, esplodono

gemme ovunque tra i miei piedi

e le mie mani, e sono allergica

alla parietaria che mi sbuca dalle

narici, alla muraiola che mi faceva starnutire

e adesso figlia foglie nelle orecchie

a seguire il corso del sole;

e dagli occhi, dai miei splendidi occhi

sono spuntati due grandi girasoli

a indicare le stella polare.

Fuori non dentro e dentro non fuori,

adesso non prima non dopo

adesso sono in pace con l’universo.

Daniela Del Core@2015

Controversi

May-day, may-day (seconda parte)

download
– foto tratta da La Stampa

Voi con i vostri family day
voi con i vostri gay pride
voi con le pance piene e le menti vuote,
voi con le vostre crociate spicciole
voi con i vostri spiccioli lanciati nel cappello,
voi con le grasse bistecche tra i denti,
voi nella vostre case calde,

considerate se questi sono uomini
che vivono nel fango
che non conoscono pace
che lottano per mezzo pane
che muoiono per un sì o per un no.

Voi che per voi i bambini sono sacri
che meritano una madre e un padre
o due padri o due madri
ricchezza se aggiungiamo i nonni,
voi che non li salvate,
voi che tutti i giorni li ammazzate
in fiumane di parole scontate,

Fate passare i bambini!

Daniela Del Core@2015

May day (prima parte)

Controversi

May-day.

 

Sono mesi che osservo in silenzio

il salto della pulce nel cerchio infuocato

uno spettacolo interstellare pronto

come un pacchetto infiocchettato,

qualcuno grida allo Stato come allo scandalo,

gente pronta con i bastoni e le verghe

per garantire e non garantire i diritti,

quali diritti sulla vita? quali diritti sulla morte?

E sono tutti egualmente violenti

e nessuno pensa ai bambini

e nessuno pensa ai gatti

e nessuno che cacci un soldo

e nessuno che abbatta un muro

che tenda una mano o che faccia un sorriso

mentre attendiamo la nuova rivelazione

la nuova occupazione a quarant’anni

può dolere la schiena e il sudore non gronda,

basterebbe smettere di lavorare per gli altri

contentarsi di poco o di niente,

l’inganno delle frontiere aperte per

reclutare le risorse umane che si esauriscono

come acque dalle fonti,

siamo risorse esauribili,

datemi un altro corpo e nuove braccia

gambe che pompano come pistoni,

datemi le menti migliori

urla la Germania riformata,

la Storia si ripete e riecheggiano gli

abissi marini di urla innocenti,

stringono le mani, scendono a patti,

datemi un utero in conto visione,

datemi monete sonanti e carte di accredito,

mi addebitano il costo in tempo reale,

ché il tempo non esiste l’hanno distrutto

gli scienziati che mi esplodono le bombe

sottoterra e cede il terrapieno fortificato,

si spacca la terra come  una noce secca

refrattaria sotto il martello di piombo,

gli anni di piombo sono tornati in una

danza erotica tra il Sud e il Nord,

prima che ti si possa congelare il naso

mettendo il naso fuori dalla porta,

vorrei che il Papa si trasferisse nella Subsahariana,

avrebbe figli infiniti d’adottare

e banchetti da imbandire prima della messa,

e preghiere di pace da lanciare come sassi sulla testa,

vorrei aspirarvi il petrolio dall’arteria

userei un ago per materassi e una pompa per il vuoto,

mi sento sottovuoto spinto e non lo sono,

c’è troppo odio nelle parole nei gesti e nelle facce

verdi come extraterrestri, e l’invidia per chi

sta peggio perché poi starà meglio

e per chi sta meglio che poi starà peggio,

e non c’è un centesimo d’amore,

un filo d’erba che non sia sintetico

un osso che non sia marcio

un pensiero che non sia autentico

mentre i vampiri in coda elemosinano

sangue davanti le banche trasfusionali.

Daniela Del Core@2016

Controversi

Reminiscenze.

 

Tendo a essere una persona per bene
nei giorni pari

e continuo a tratti
nei giorni dispari,
ma tu che scrivi quattro parole
in colonna
appellandoti poeta e non ti nego
lo status,
tu fratello dovevi pur esserci quando insieme
abbiamo varcato il Terzo Millennio,
che tempo ne è passato da Cielo d’Alcamo,
tu le devi pure ascoltare le parole
che attraversano l’etere,
il lauro caro al Petrarca sopravvive
nei parchi sub-urbani
e le rose selvatiche si arrampicano ai pali della luce,
io vorrei destarti dal tuo onirico possibile,
tav no tav
malasanità
anti-vaccinisti
Illuminati vaticanisti,
io mi chiedo da dove tiri fuori la

g i n e s t r a,
ché io credo al mondo l’abbiamo avvistata
nell’ordine
i vivaisti, i botanici e il caro Leopardi.

Daniela Del Core@2015