Controversi

May-day, may-day (seconda parte)

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– foto tratta da La Stampa

Voi con i vostri family day
voi con i vostri gay pride
voi con le pance piene e le menti vuote,
voi con le vostre crociate spicciole
voi con i vostri spiccioli lanciati nel cappello,
voi con le grasse bistecche tra i denti,
voi nella vostre case calde,

considerate se questi sono uomini
che vivono nel fango
che non conoscono pace
che lottano per mezzo pane
che muoiono per un sì o per un no.

Voi che per voi i bambini sono sacri
che meritano una madre e un padre
o due padri o due madri
ricchezza se aggiungiamo i nonni,
voi che non li salvate,
voi che tutti i giorni li ammazzate
in fiumane di parole scontate,

Fate passare i bambini!

Daniela Del Core@2015

May day (prima parte)

Controversi

May-day.

 

Sono mesi che osservo in silenzio

il salto della pulce nel cerchio infuocato

uno spettacolo interstellare pronto

come un pacchetto infiocchettato,

qualcuno grida allo Stato come allo scandalo,

gente pronta con i bastoni e le verghe

per garantire e non garantire i diritti,

quali diritti sulla vita? quali diritti sulla morte?

E sono tutti egualmente violenti

e nessuno pensa ai bambini

e nessuno pensa ai gatti

e nessuno che cacci un soldo

e nessuno che abbatta un muro

che tenda una mano o che faccia un sorriso

mentre attendiamo la nuova rivelazione

la nuova occupazione a quarant’anni

può dolere la schiena e il sudore non gronda,

basterebbe smettere di lavorare per gli altri

contentarsi di poco o di niente,

l’inganno delle frontiere aperte per

reclutare le risorse umane che si esauriscono

come acque dalle fonti,

siamo risorse esauribili,

datemi un altro corpo e nuove braccia

gambe che pompano come pistoni,

datemi le menti migliori

urla la Germania riformata,

la Storia si ripete e riecheggiano gli

abissi marini di urla innocenti,

stringono le mani, scendono a patti,

datemi un utero in conto visione,

datemi monete sonanti e carte di accredito,

mi addebitano il costo in tempo reale,

ché il tempo non esiste l’hanno distrutto

gli scienziati che mi esplodono le bombe

sottoterra e cede il terrapieno fortificato,

si spacca la terra come  una noce secca

refrattaria sotto il martello di piombo,

gli anni di piombo sono tornati in una

danza erotica tra il Sud e il Nord,

prima che ti si possa congelare il naso

mettendo il naso fuori dalla porta,

vorrei che il Papa si trasferisse nella Subsahariana,

avrebbe figli infiniti d’adottare

e banchetti da imbandire prima della messa,

e preghiere di pace da lanciare come sassi sulla testa,

vorrei aspirarvi il petrolio dall’arteria

userei un ago per materassi e una pompa per il vuoto,

mi sento sottovuoto spinto e non lo sono,

c’è troppo odio nelle parole nei gesti e nelle facce

verdi come extraterrestri, e l’invidia per chi

sta peggio perché poi starà meglio

e per chi sta meglio che poi starà peggio,

e non c’è un centesimo d’amore,

un filo d’erba che non sia sintetico

un osso che non sia marcio

un pensiero che non sia autentico

mentre i vampiri in coda elemosinano

sangue davanti le banche trasfusionali.

Daniela Del Core@2016

Controversi

Reminiscenze.

 

Tendo a essere una persona per bene
nei giorni pari

e continuo a tratti
nei giorni dispari,
ma tu che scrivi quattro parole
in colonna
appellandoti poeta e non ti nego
lo status,
tu fratello dovevi pur esserci quando insieme
abbiamo varcato il Terzo Millennio,
che tempo ne è passato da Cielo d’Alcamo,
tu le devi pure ascoltare le parole
che attraversano l’etere,
il lauro caro al Petrarca sopravvive
nei parchi sub-urbani
e le rose selvatiche si arrampicano ai pali della luce,
io vorrei destarti dal tuo onirico possibile,
tav no tav
malasanità
anti-vaccinisti
Illuminati vaticanisti,
io mi chiedo da dove tiri fuori la

g i n e s t r a,
ché io credo al mondo l’abbiamo avvistata
nell’ordine
i vivaisti, i botanici e il caro Leopardi.

Daniela Del Core@2015

 

I grandi poeti viventi

Adonis, poeta siriano.

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– foto di Mariusz Kubik

Adonis, pseudonimo di Alī Ahmad Sa’īd Isbir è un saggista e poeta siriano, nato a Qassabin nel 1930.

Insieme al poeta iracheno Badr Shakir al Sayyab e al palestinese Jabra ha fondato il gruppo Tammuzi, a simboleggiare la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. Egli si mostra distante da ogni rigido confessionalismo, è contrario alla sacralizzazione della politica e nel contempo smaschera il cinismo dell’Occidente che detesta ma utilizza i mussulmani. La rivoluzione di Adonis ha sradicato la poesia araba da tradizioni secolari per proiettarla nella poetica moderna. Il poeta già diciannovenne rinnega la sua discendenza arabo e mussulmana per crearsi una nuova identità e per dedicarsi a una nuova poesia, sia nei contenuti e quindi dedicandosi a tematiche sociali e politiche,  e sia nella forma, rompendo gli schemi classici, a favore del verso libero e di nuove forme della prosa, pur nel rispetto della tradizione linguistica araba.

“la poesia è essenzialmente trasgressione:
impeto in tutte le direzioni
al di là del tempo e dello spazio,
degli individui e della società, di individui e di valori”

Nei suoi versi sottolinea l’importanza della condivisione e della interrelazione fra le culture. 
La poesia è trasgressione, poiché ha in sé il valore di un’opera comune a tutti i popoli, in altre parole universale. Adonis si focalizza sul presente, grazie alla memoria del passato e alla speranza in un futuro da costruire in un’altra chiave.

La poesia è in grado di rispondere ai quesiti irrisolti della filosofia e della scienza, ha la forza passionale dell’amore e conduce l’uomo alla libertà, al dialogo con la propria dimensione più intima e più vera.

La poesia conduce alla felicità.

Selezione di poesie:

Immagino il mio amore come significato e forma

del significato: unità della rivelazione
e dell’occultamento dell’oggetto – si eleva e
discende, scompare
e ricompare, viene e va come luce, aria e colore,
respira col polmone dell’oggetto come l’oggetto
porta nelle
sue labbra la nostra assenza e sussurra attorno a
sé i suoi misteri
come fanno il vento e il sole quando
strappano l’abito del giorno dal corpo della terra.
Assenza
che si addentra nelle soglie della presenza
e come il mistero vive nel cuore della terra
e nell’oscurità delle radici.

da Cento poesie d’amore.

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Una cosa si era distesa nel cunicolo della storia
una cosa adorna, esplosiva
che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato
al quale il mercante avvelenato intona una canzone
esisteva un Oriente simile a un bambino che implora,
chiede aiuto
e l’Occidente era il suo infallibile signore.

Questa mappa è mutata
l’universo è un fuoco
l’Oriente e l’Occidente sono una tomba
sola
raccolta dalle sue ceneri.

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La rosa dell’alchimia

nel paradiso della cenere dovrei viaggiare

tra i suoi alberi nascosti,

nella cenere vi sono fiabe,

diamanti e un vello d’oro. 

Nella fame dovrei viaggiare, nelle rose,

verso la mietitura dovrei viaggiare,

riposare sotto l’arco delle labbra orfane,

nelle labbra orfane, nella loro ombra ferita

è la rosa dell’alchimia.

da Nella pietra e nel vento.

Alla prossima.

Controversi

11/01/16

 

Trovarti devi nel posto giusto con un abito

di rappresentanza, meglio un uniforme

che si capisca subito chi tu sia e cosa faccia

arrivare sulle vette di un successo planetario

incantare le masse come cobra dai cesti

un piede sullo squilibrio del funambolo,

passare per inferni visionari per paradisi slavati

espiare nessun dolore nessun dolore

devi essere un alieno, un non umano,

uno di quelli che cammina  sui teschi bianchi

sulle scapole di ossa, un monarca

splendente che canta musica celeste,

sempre più in alto con noi sotto che applaudiamo

il grande trapassato che passa anch’egli,

egli passa non ritorna o forse è intorno,

siamo tristi quando scopri che muore

l’ultimo eroe travestito di pelle elastica,

quale speranza per chi non crede?

quale speranza la musica riecheggia fantasmi

di voci, urli grida senza lo stesso effetto

dimesso triste sei un dimesso,  un impiegato

di concetto senza concetti senza pensieri con

la radio in testa connessa ai segnali universali

che non decifri non capisci il nesso il senso,

attendi un turno che non arriva,  avverti

profondo il distacco di chi ha potuto giocare

fino in fondo

di chi ha voluto cercare un altro modo

un gioco semplice a purgare gli anni e non solitari

attorno al tavolo degli avi accigliati,

la tristezza a starti una spanna sopra tutta la vita

sopra la tua testa incassata nelle spalle

a farsi leva sulle gambe capovolto

l’orizzonte a rivedere il sole e le altre stelle.

Dovresti rinascere mille volte da te stesso

per poterlo afferrare.

Daniela Del Core@2016

Controversi

Contemporanee.

 

Codici militari duri da decrittare,

le riconosci dalle sinestesie ardite

dalle risalite e dalle brusche discese per

significati insignificanti,

le riconosci dalle valli marine lasciate

a essiccare da un sole sotterraneo,

da un poeta sconnesso dal resto del mondo,

contenuti vaghi sull’altare di una forma

ricercata che cerca se stessa e non si trova,

non si trova la formula magica della poesia

perfetta limpida essenza cristallina

votata alla visione allucinata priva di sostanza,

al sesto senso empatico, al nervo simpatico,

sono un poeta della ricerca che cerca se stesso

e non si trova,

non mi trovo non mi ritrovo con le critiche

ipercritiche di un circolo di critici che

s’intendono tra loro che

mi tacciano scacciano dai loro circuiti

elitari,

i poeti volgari compresi dal volgo

stanno sulla sponda in ostaggio della

prosa e cede e rovina

il terrapieno sotto i piedi dei poetastri

mentre predica il pescatore analfabeta

la parola che gli si è rivelata,

rilancia l’imbianchino una strofa inventata,

imita l’imitatore

plagia il plagiante

cammina lo zoppo.

E muore Lazzaro a ogni rima.

Daniela Del Core@2015

Controversi

Liquidami.

Liquidami con un addio o

Inno alla gioia,

cospargimi il capo di cenere,

indossa il vestito più nero

sputa il boccone amaro dell’indifferenza

e ingoia le sorsate di mare

che si agita dentro le viscere afflitte

dal silenzio complice degli intellettuali.

Liquidami con parole antiche

sussurrate nelle orecchie degli illetterati,

scompigliami la giornata scandita

dagli uffici multi nazionalizzati,

stupisci il tabaccaio in corsa al ladro

di monete sonanti,

sorpassami accanto con la lentezza

degli ultracentenari e

con la saggezza dei nostri avi.

Liquidami d’argento fuso

fammi un urlo imbalsamato,

una statua di silicio sfarinato,

non darmi in pasto il tuo amore

omogeneizzato,

ché mi si rivolta l’universo presocratico,

la nonna nella tomba

il bisnonno deportato.

Liquidami di acqua mineralizzata

bagnami di pioggia non contaminata

trovami il bandolo della matassa impigliata

nella plastica contemporanea.

Liquidami di parole fatte pietre

di sassi come strali

di saette come segnali,

liquidami con i baci aggrovigliati

con gli abbracci ingarbugliati

come accordi musicali.

Liquid-ami.

Daniela Del Core@2015

I grandi poeti viventi

Titos Patrikios, il grande poeta vivente greco.

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Chi è Titos Patrikios?

Titos Patrikios (Τίτος Πατρίκιος, Atene 1928), poeta, scrittore e giornalista greco, concepisce la sua poesia come testimonianza e rimedio all’oblio, affinché i suoi compagni uccisi durante l’occupazione nazifascista non vengano dimenticati, affinché non si taccia la barbarie vissuta durante la guerra civile greca, e più in generale lo strazio di un popolo e del mondo intero. La sua opera poetica è dunque caratterizzata dall’impegno politico e dalla sua esperienza di prigionia e di esilio. La parola poetica è testimonianza storica, senza troppi lirismi, senza colori, per dirla con le sue parole “con segni bianchi e neri”. Il suo verso spesso colloquiale e senza simbolismi, si carica di una potente forza espressiva. La sua poesia è concreta ed essenziale.

Una breve selezione di poesie:

La poesia si fa

La poesia si fa
senza suoni melodiosi
senza colori
solo con segni bianchi e neri
con bianchi e neri silenzi
con fonemi bianchi e neri.
La poesia si fa
senza parossismi del corpo,
questi sono per il prima
e il dopo.

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Metrò

Gli anni poi passeranno
masse di monti e pietra si frapporranno
tutto sarà dimenticato
come si dimentica il cibo quotidiano
che ci tiene in piedi.
Tutto, tranne quell’istante
in cui sul metrò affollato
ti aggrappasti al mio braccio.

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Debito

Tra tutta questa morte che è venuta e viene,
guerre, esecuzioni, processi, morte e ancora morte
malattie, fame, fatalità fatali,
amici e nemici assassinati da sicari,
stroncature sistematiche e necrologi pronti,
la vita che vivo è quasi un dono.
Un dono della sorte, se non un furto della vita altrui,
perché la pallottola a cui scampai non andò a vuoto
ma colpì l’altro corpo che si trovò al mio posto.
Così, come un dono immeritato, mi fu data la vita,
e tutto il tempo che mi resta
è come se mi fosse stato regalato dai morti

per narrare la loro storia.

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I versi.

I versi sono come i figli.
Crescono nelle viscere con rumori segreti,
soffrono dentro di te, si ammalano,
poi inaspettatamente si fanno grandi,
un giorno ti si rivoltano contro,
contro di te che hai dato loro la vita,
finché se ne vanno per sempre
e non sono più soltanto tuoi.

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Segnali stradali

Nasciamo e moriamo con un bacio,
l’intero corso della vita è segnato da baci
di affetto e tradimento, d’amore e disperazione,
da semplici incontri con persone.

Nasciamo e moriamo con un pezzo di carta,
anagrafi alle due estremità della vita, e in mezzo
documenti amministrativi,
dossier delle più varie polizie,
attestati di promozione e mandati di cattura.

Nasciamo e moriamo nudi.

E’ interessante notare come una stessa esperienza, nella fattispecie di esilio, possa generare uno stile poetico diametralmente opposto. Per chi non avesse letto il mio articolo su Yang Lian, può ritrovarlo qui.

Per appofondimenti, leggi l’articolo del Prof. Giovanni Teresi.

 

Eventi dal vivo

Frida Poetry Slam. Vince Andrea Bitonto.

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Eccoci qua, tutti sorridenti dopo la gara:

Gionata Atzori, Mario D. Ragno, Andrea Bitonto, Donatella Gasparro, Cosimo Pastore, GiulianoCarlo Logos De Santis, Leonardo Dingo Piccinni, Davide Lisi, Bartolomeo Intranò, Daniela Del Core, e Francesco Carlucci, l’MC della serata.

A Ostuni il vincitore indiscusso di Poetry Slam è stato il nostro Andrea Bitonto, poeta tarantino trapiantato a Bari, attivo con Poesia in azione e altri progetti di lettura condivisa, unico rappresentante del Sud Italia alla finale nazionale dei Poetry Slam a Monza il 3 maggio 2014.

Prima di entrare nel vivo di questo breve reportage, ci tenevo a precisare un paio di cose.

Io c’ero. Sono quella accanto alla splendida ragazza bionda, Donatella Gasparro, finalista a ogni slam, siete avvisati! Se avete voglia di sbirciare le sue opere, vi raccomando di seguire il suo blog Dove vanno le mosche quando piove.

Aggiungo anche che siamo le uniche due donne in mezzo a  questo gruppo di poeti. Quindi rivolgiamo un serio appello a tutte le poetesse in ascolto per le prossime competizioni.

Come noterete dalle facce, siamo tutti piuttosto allegri. Ma per meglio dimostrarvi che il Poetry Slam non è il solito reading tedioso di dieci poetastri, linko qui il video di un partecipante in gara, il nostro Bartolomeo Intranò, già vincitore al primo Slam studentesco in Puglia, esattamente al Romanazzi Poetry Slam 2015.

Performance di Bartolomeo Intranò.

I tre finalisti:

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– Andrea Bitonto, vincitore Frida Poetry Slam 2015
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– Donatella Gasparro, finalista Frida Poetry Slam 2015
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– Gionata, finalista Frida Poetry Slam 2015

La parola slam, in gergo, designa un impatto, una sberla e deriva dall’espressione “to slam a door” ossia “sbattere una porta”. Questo termine è stato associato a un genere di poesia orale proprio per il suo potere di catturare lo spettatore e ‘schiaffeggiarlo’ con le parole al fine di scuoterlo e di emozionarlo. Nonostante questo, il pubblico apprezza e si entusiasma. Forse siamo degli schiaffeggiatori cortesi.

Non vi posterò i testi, perché ritengo che la poesia orale imprigionata in un testo scritto perda molto della sua magia.

Vorrei inoltre ringraziare Francesco Carlucci, al suo primo esordio come Maestro Cerimoniere; eccolo qua nel sacrifice:

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– Francesco Carlucci, MC.

Di seguito, il resto dei partecipanti che si sono sfidati fino all’ultimo verso:

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– Davide Lisi
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– Cosimo Pastore
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– Daniela Del Core
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– Giuliano Carlo Logos De Santis
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– Mario Barnaba
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– Bartolomeo Intranò
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– Leonardo Dingo Piccinni

PS. La quarta tappa del Campionato Area Sud è prevista a Trinitapoli per il 15 gennaio.

Per approfondimenti sul calendario eventi, regole e statuti vari, rimando al sito della Lips.

A presto.